La morte di Francesco Ancona, caso riaperto dopo 38 anni

Un caso che era stato archiviato come suicidio. Quel caso, però, oggi, dopo 38 anni, è stato riaperto. La Procura torna a indagare sulla morte di Francesco Ancona, operaio edile di 43 anni, originario di Castellammare del Golfo , ritrovato senza vita l’11 febbraio del 1987 sul ciglio della provinciale 26, alla periferia di Mortara.

All’epoca si parlò di un gesto disperato: un uomo senza più lavoro, con problemi di salute e un matrimonio difficile, gettatosi sotto un camion in corsa. I rilievi sul corpo, investito da un tir pirata, sembravano confermare quella versione. Ma oggi, a distanza di decenni, la verità potrebbe essere un’altra.

L Procura ha riaperto il fascicolo e indaga ora per omicidio premeditato. L’ipotesi è che la moglie di Ancona abbia commissionato l’omicidio a un conoscente di famiglia. Un’esecuzione mascherata da incidente.

I nuovi elementi, raccolti a partire da una testimonianza inedita emersa di recente, hanno spinto gli inquirenti a rivalutare completamente il caso. Il presunto killer – oggi sulla settantina – sarebbe stato vicino alla coppia e avrebbe agito su mandato diretto della donna, che oggi ha oltre 80 anni.

Ancona era padre di tre figli. Era arrivato al Nord in cerca di stabilità economica, ma si era ritrovato senza lavoro e in condizioni di salute precarie. Le prime indagini si concentrarono sul suo stato psicologico: depressione, isolamento, tensioni familiari. Ma il quadro ora si ribalta. E quello che sembrava un dramma personale potrebbe diventare un caso di omicidio camuffato da suicidio, rimasto impunito per 38 anni.