di Mario Torrente
La mano del Miracolo di Sant’Alberto è stata finalmente restaurata. Adesso questo simbolo di storia e devozione della città di Trapani potrà essere valorizzato per come merita. La lapide si trova in via Biscottai, nel centro storico della città, e porta indietro nel tempo di secoli, raccontando anche una leggenda legata al patrono di Trapani. L’intervento di recupero del bassorilievo e la riconfigurazione dell’intonaco al manufatto lapideo si è concluso in tempo per l’inizio dei festeggiamenti in onore di Sant’Alberto degli Abati, che partiranno nei prossimi giorni per arrivare alla solenne processione del 7 di agosto. Per eseguire l’intervento di recupero l’opera è stata tolta dal punto dell’immobile della via Biscottaiin cui si trovava in precedenza, da dove passavano diversi fili e utenze, versando tra l’altro in condizioni tutt’altro che buone, tant’è che in questi anni sono stati lanciati diversi appelli chiedendo di salvare la Mano del Miracolo di Sant’Alberto dal degrado.
Tra l’altro sono stati eseguiti dei sopralluoghi che hanno visto in prima linea, oltre gli enti preposti a partire dal Comune di Trapani e la Soprintendenza ai beni culturali, anche diversi cittadini ed esperti di storia locale, che ne hanno più volte rimarcato l’importanza e le peculiarità, a partire dagli aspetti che rimandano alla tradizione trapanese. E dopo essere stata ripulita e restaurata, questo simbolo tutto trapanese, che è stato anche oggetto di studi da parte della Soprintendenza culturale di Trapani, è stato collocato più in basso, sempre nello stesso palazzo della via Biscottai ma in un punto migliore e decisamente più visibile che ne permetterà la valorizzazione. Adesso passando dalla via Biscottai, strada storica della città che porta indietro nel tempo di secoli ed alla devozione nei confronti di Sant’Alberto, la Mano del Miracolo si vede perfettamente, con la scritta bel visibile ed il marmo ripulito dai detriti.
Il bassorilievo marmoreo, con decreto emesso dal Dipartimento per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, nel 2023 era stato dichiarato di particolare interesse etnoantropologico in quanto testimonianza dell’identità culturale e della tradizione religiosa della città di Trapani ed in particolare del nucleo più antico del centro storico. L’intervento di recupero del manufatto lapideo, approvato lo scorso giugno dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani e autorizzato dai privati proprietari dell’immobile della via Biscottai dove si trova la lapide, è stato finanziato dall’Unione Maestranze di Trapani ed è stato eseguito impresa Fi.Gepo e dalla Restauratrice Elena Vetere della Partenope Restauri, che hanno ricevuto i ringraziamenti del presidente D’Aleo, che ha tenuto a sottolineare la collaborazione con Lino Figuccio, della Soprintendenza ai Beni Culturali.
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La leggenda della Mano del Miracolo e la storia della via Biscottai
La Mano di Sant’Alberto porta indietro nel tempo di secoli, con narrazioni che arrivano al 1624 quando Trapani era infestata dalla peste. E sono diverse le leggende che aleggiano attorno a questo manufatto, legato al culto di Sant’Alberto ed ai festeggiamenti che si tenevano in via Biscottai in onore del Santo. Secondo una leggenda trapanese proprio qui Sant’Alberto salvò un bambino caduto da un’abitazione, episodio ricordato in diversi suoi scritti dal ricercatore archivistico Salvatore Accardi, che per anni ha chiesto di restaurare e recuperare “La mano del miracolo”, con la scritta “Profeta Zaccaria” che fino a poche settimane da, prima del restauro di questa estate, non era quasi più leggibile a causa dei detriti.
La via Biscottai porta infatti indietro di secoli: un tempo era il cuore vivo della città con ben ben dieci chiese, a partire da quella di San Giacomo, oggi l’attuale Biblioteca Fardelliana. Nonostante gli stravolgimenti degli ultimi 150 anni, questa strada conserva un immenso carico di memoria che meriterebbe ben più attenzione. Anche il nome della strada è un tuffo nella storia antico millenni: un tempo era infatti chiamata Rua di Rodio, riavvolgendo la clessidra di oltre 2200 anni, nel periodo della prima guerra punica ed alle eroiche gesta del trapanese Rodio. Successivamente prese il nome di Strada dei Biscottari, andando così a legare l’identità di questa zona alla gente che per secoli ha vissuto tra queste case ed il mare. Il nome “biscottari”, come spiegato dallo stesso Accardi, deriverebbe infatti dalle gallette, simili per l’appunto a dei biscotti, che marinai e pescatori mangiavano a bordo delle loro barche durante la navigazione e battute di pesca.
Il carico di memoria conservato nella via dei Biscottai è testimoniato da tanti simboli, come una lapide che ricorda il terremoto del 1726 e la stessa “Mano del miracolo”. Ma qui venne anche scolpita la statua di Sant’Alberto, chiamato “della Marinella”, oggi custodita nella chiesa del Rione Palma costruita nella periferia di Trapani negli anni Sessanta e dedicata proprio a Sant’Alberto, dando oggi il nome a tutto il quartiere. La statua, completamente rivestita in argento, venne scolpita da Domenico Nolfo per iniziativa del ceto dei pescatori della “Marina Piccola” ed era custodita nella chiesa anticamente chiamata “Nostra Signora del Parto”, in seguito Madonna della Grazia.
Tra l’altro in queste chiesa rimase inizialmente la statua della Madonna di Trapani non appena arrivò in città. A memoria di ciò, nel terzo altare della chiesa c’era un quadro che raffigurava Maria Santissima di Trapani. E proprio qui la congregazione dei pescatori della Madonna della Grazia, come segno di devozione a Sant’Alberto, che secondo la tradizione nel Seicento salvò Trapani dalla peste, fece costruire una bellissima “statua settipalmare tutta in argento“, ha ricordato Accardi in un suo testo, che ogni anno i consoli dei pescatori “mostravano nella strada de’ Biscottara“.
Della chiesa della Madonna della Grazia, che dava il nome anche ad una porta che si apriva sul porto, purtroppo oggi non resta più nulla. La statua di Sant’Alberto della Marinella, restaurata più volte nei secoli, l’ultima volta del 2003, si può invece ammirare ancora nell’altare centrale della chiesa del Rione Palme. nella zona nuova di Trapani. Ma le sue origini ci portano in via Biscottai, dove secoli addietro fu fortemente voluta dai pescatori della Marina piccola. Come segno di devozione al Santo patrono della città di Trapani.
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