Artemisia bis, il Gup rinvia gli atti ai PM

Oggi sono state accolte le eccezioni delle difese.

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Oggi, il Giudice per le Udienze Preliminari Samuele Corso, accogliendo le eccezioni difensive in ordine alla violazione del diritto di difesa poiché la Procura non ha consentito per problemi tecnici di visionare i filmati, ha annullato la richiesta di rinvio a giudizio restituendo gli atti alla Procura della Repubblica di Trapani. I sostituti Francesca Urbani e Sara Morri diedero il via all’indagine “Artemisia Bis” – che riguarda soltanto ipotesi di reato per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico – prendendo spunto dalle intercettazioni ambientali effettuate all’interno della sede INPS di Trapani, disposte in relazione al troncone principale “Artemisia” che prevedeva per gli indagati (fra questi anche l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto che assieme agli altri indagati furono accusati dagli investigatori di aver erogato senza i necessari requisiti ben 162 pensioni di invalidità…) i reati di corruzione, concussione, traffico di influenze, peculato, truffa aggravata, falsità materiale ed ideologica, favoreggiamento personale, rivelazione del segreto d’ufficio ed associazione a delinquere segreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione in violazione della cosiddetta Legge Anselmi. Nell’indagine bis, invece, vennero coinvolti tutti i componenti delle Commissioni mediche (28 imputati); quindi, sia i medici dipendenti INPS che i medici convenzionati esterni così come quelli di categoria e gli operatori sociali. L’indagine dei PM avrebbe individuato il presunto reato di falso ideologico commesso nei verbali delle commissioni mediche per l’accertamento dell’handicap e per la concessione della nota legge 104. Adesso “la palla” torna alla Procura che dovrà mettere a disposizione degli indagati e dei loro difensori tutti gli atti di indagine compiuti.