Annullati gli arresti domiciliari per il militare della Guardia costiera di Trapani, accusato di corruzione. Si tratta di Francesco Ruggirello di 49 anni, assistito dall’ avvocato Nino Sugamele. Ad annullare la misura cautelare del Gip di Trapani, il tribunale della Libertà di Palermo nel corso dell’ udienza che si è svolta questa mattina. Ruggirello, pertanto, torna in libertà ma resta indagato. Nei giorni scorsi era comparso davanti al Gip di Trapani per l’ Interrogatorio di garanzia. In quella circostanza si era avvalso della facoltà di non rispondere. Per il suo legale non c’ erano “gravi indizi di colpevolezza e ancora meno le esigenze cautelari che possano giustificare la privazione della libertà del mio assistito”. I giudici palermitani gli hanno dato ragione. Cassette di pesce e altri favori per archiviare le multe elevate dalla Guardia costiera ai commercianti di prodotti ittici, nel corso di controlli, l’ipotesi di reato formulata dalla Procura del capoluogo. Nell’inchiesta sono rimaste coinvolte alte quattro persone, tutti operanti del settore della commercializzazione di pesce. Una di loro, Giuseppe Blunda di 55 anni, originario di Alcamo ma residente a Castellammare del Golfo, è stata sottoposta alla misura dell’obbligo di dimora. Secondo quanto emerso dalle indagini, per fare annullare una sanzione, per illeciti amministrativi, elevata alla ditta “Miomercato Srl” di Calatafimi-Segesta, di cui Giuseppe Blunda è rappresentante legale, avrebbe pagato i lavori eseguiti nell’abitazione del militare infedele. Importo, duemila euro.


















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