Le tre domande della domenica a …

Si è concluso il giro di visite programmate dalla Uilpa Polizia Penitenziaria all’interno di alcune strutture carcerarie. Ospite della nostra rubrica della domenica è il segretario regionale del sindacato Chicco Veneziano che ci racconta la situazione trovata all’interno delle carceri Pietro Cerulli di Trapani

Con il sindacato avere effettuato delle visite ispettive all’interno delle carceri, qual è la condizione del Pietro Cerulli di Trapani ?

Le condizioni della struttura sono pessime, abbiamo fotografato degrado strutturale e di manutenzione; muri sudici, inferriate, cancelli, e blindati completamente arrugginiti;la situazione drammatica l’abbiamo registrata al reparto blu che funge da isolamento per i detenuti isolati per motivi disciplinari e sanitari, e anche per quelli con problemi psichiatrici. Per noi è da chiudere e ristrutturare e non comprendiamo come le visite periodiche dell’ASP consentono ancora la funzionalità. Altra condizione drammatica e quella del reparto Mediterraneo dove sono reclusi detenuti per reati comuni; la struttura costruita nei primi anni 60 è disposta su ballatoi laterali, che significa avere spazi di operatività stretti e in certe angolature l’apertura del blindato genera un vuoto di visibilità per la vigilanza del personale di Polizia. Inoltre la non copertura dei due livelli che contengono circa 200 detenuti genera un bailamme tale che non solo nel tempo provoca danni all’udito tra gli operatori di Polizia, ma il rumore nasconde anche il sorvolo di droni che possono consentire l’ingresso fraudolento di oggetti o materiali non consentiti. Chiederemo al Dipartimento di chiudere i ballatoi, e dotare le finestre di reti per evitare l’entrata di qualsiasi oggetto. Infine per il reparto Ionio (alta Sicurezza) è necessario la dotazione delle docce nelle celle, peraltro obbligatorio nell’ordinamento penitenziario, per evitare anche le attuali passeggiate nei corridoi che possono essere veicolo di messaggi tra detenuti.

La carenza di personale rappresenta un problema anche in termini di sicurezza, quante unità mancano ?

Complessivamente 104 unita, ma entro dicembre andranno in pensione ulteriori 28 unità .A Trapani sono reclusi oltre 500 detenuti; una sessantina per reati associativi di criminalità organizzata, una quarantina assegnati per ordine e sicurezza (soggetti protagonisti di azioni violente in altri carceri…),quindi potenziali esportatori di atti sobillatori. Poi ci sono almeno una ventina di detenuti psichiatrici. L’organico previsto Ministero è di 300 unità di Polizia. La forza operativa ad oggi è di 217 Poliziotti Penitenziari, compreso il Nucleo Provinciale Traduzioni e Piantonamenti che ha competenza anche sull’isola di Favignana. Quindi il personale impiegabile nel reparto (carcere e nucleo) per effetto del godimento dei diritti (oggi cancellati giornalmente) è di 145 unità cosi divise; 2 Funzionari,7 Ispettori, 4 Sovrintendenti,135 Agenti. Di questi 145 bisogna estrapolare 60 unità che si occupano di fare funzionare gli uffici, quindi di fatto rimangono operativi 85 unità. Ma non è finita qui, a queste 85 rimaste bisogna togliere ulteriori 20 unità impiegate nei servizi tutori, e un’altra assegnata all’Ufficio di Sorveglianza presso il Tribunale. Quindi praticamente in questo preciso istante presso il carcere di primo livello Pietro Cerulli di Trapani, 64 (leggasi sessantaquattro) Poliziotti Penitenziari nell’arco delle 24 ore vigilano sugli oltre 500 carcerati. In pratica di pomeriggio e di notte a volte meno di una dozzina di operatori di Polizia dovrebbero assicurare l’ordine, la sicurezza e trattamento al carcere di Trapani

Quali soluzioni propone la Uilpa Polizia Penitenziaria?

In primis serve un sostanziano aumento nell’organico di Polizia, che copra almeno i pensionati (28 unità) e le unità nei servizi tutori (20 unità) e al tribunale (1 unità). Poi necessita urgentemente e senza indugi avere un direttore titolare, il dottore Fabio Prestopino lo abbiamo in prestito da Palermo Ucciardone, a Trapani viene un paio di volte ogni due settimane e questo non consente di avere una continuità gestionale. Poi come detto all’ex Vice Capo Dap Carmelo Cantone, ribadito al neo Capo Dap Giovanni Russo, a Trapani serve per un periodo l’impiego del Gruppo Operativi Mobile (il GOM) perché abbiamo registrato un clima di forte sopraffazione da parte della popolazione detenuta, ovviamente foraggiata dalle poche forze in campo disponibili, ma anche e sopratutto da una certa scuola di pensiero che attualmente soffia sulle forze di polizia, che sta determinando un forte abbassamento dell’operatività anche della Polizia Penitenziaria, che oggi soffre di una crisi di identità perché non riesce a fronteggiare le azioni violente dei detenuti, poiché sia i Direttori che i Comandanti hanno una sorta di restio a usare la forza, peraltro prevista dall’art.41 dell’Ordinamento Penitenziario, perché il cosiddetto “cetriolo” in gergo carcerario dell’art. 613 bis del codice penale ultimamente è troppo petulante nei confronti degli operatori di Polizia Penitenziaria, quindi il più delle volte si preferisce non intervenire violando di fatto le regole dell’ordinamento penitenziario. Serve una riforma complessiva del sistema sicurezza del paese e anche di quello carcerario, dando in mano la sicurezza alla Polizia Penitenziaria, e il management complessivo ai Direttori, perché il troppo buonismo, unito al trattamento senza un percorso reale di ravvedimento e voglia di reinserimento da parte dei detenuti per entrare negli ampi dei diritti che l’ordinamento penitenziario prevede, ha fatto fallire il presupposto dell’art. 27 della Costituzione, e le sommosse, rivolte, aggressioni nei confronti della Polizia Penitenziaria, uniti agli atteggiamenti di prepotenza e di sopraffazione da parte dei detenuti che ogni giorno registriamo in tutte le carceri italiane è la prova di un sistema completamente allo sbando. Questo Governo con a capo la Premier Meloni aveva promesso tanto, tanti colleghi ci hanno creduto, ma al netto delle tante parole dei due sottosegretari Del Mastro e Ostellari, ad oggi non abbiamo visto nulla nei confronti della Polizia Penitenziaria. Domani unitamente a CGIL, CISL, OSAPP, USPP e CNPP manifesteremo a Palermo. Giorno 5 luglio dalla ore 10.00 sotto la Prefettura di Trapani con la CGIL Funzione Pubblica.