La Lega correrà in Sicilia con la scritta “Prima l’Italia” nel simbolo; sotto, il più classico degli Alberto da Giussano “Salvini Premier”. Insomma, niente di più, niente di meno che un operazione camaleonte. Del resto, non poteva fare diversamente visto le difficoltà elettorali che stava incontrando sull’isola costringendola ad imbarcare dei veri e propri ras del voto assai distanti da questo mondo. Vincenzo Figuccia, anch’egli eletto 5 anni fa nell’UDC, e Luca Sammartino. L’ennesimo valzer per la macchina del consenso catanese che va tesaurizzando, di volta in volta, il proprio potere contrattuale col bisognoso di turno. In questo caso Salvini, in forte ambasce, tanto da rischiare fortemente di non superare il 5% e, dunque, restare fuori da Palazzo dei Normanni. In provincia di Trapani, appunto, Mimmo Turano ed un paio di candidati che, ancora una volta, sperano “nel miracolo” degli incastri elettorali così da spedire l’assessore regionale alle Attività Produttive al Senato della Repubblica facendo scorrere la lista. È il caso dell’uscente Eleonora Lo Curto – all’ennesima capriola politica, dopo gli Autonomisti, Forza Italia, UDC e adesso Lega…- e del mazarese Pietro Marino. Ancora una volta, la deputata marsalese dovrà sperare nella Dea bendata che, ad onor del vero, non l’ha mai abbandonata fin dai tempi delle Europee, quando nel 2008 ne divenne parlamentare, seppur solo per un anno, dopo una serie di circostanze fortuite che fecero scorrere la lista più volte. Le stesse che nonostante l’assai modesto risultato elettorale di cinque anni fa, neanche 2200 voti, le consentirono di superare per un soffio l’attuale assessore al Comune di Trapani Peppe La Porta e giungere a Sala d’Ercole grazie al listino di Musumeci in favore di Turano. Anche questa volta dovrà averla dalla sua parte. Prima superando al suo interno l’agguerrita concorrenza di Marino, candidatura comunque ritenuta debolissima fuori Mazara del Vallo, ed in misura minore del castelvetranese Francesco Lombardo. Ma stavolta “l’opzione” non è detto che possa esserci. Infatti, il plurinominale della Sicilia Occidentale al Senato non è affatto dato per “sicuro” nei sondaggi, dando per scontato che Giulia Bongiorno poi scelga un altro collegio. Infine, la consigliera comunale Adelaide Terranova. Per lei una mera candidatura di servizio. Insomma, “Prima” Turano poi si vedrà. E che la fortuna ci assisti sospira chi gli è dietro. Il parlamentare alcamese è stato chiaro con gli uomini della Lega: “io resto democristiano e accetto solo a condizione che possa continuare a lavorare per la mia terra”. A Roma, nell’incontro ferragostano, non gli hanno chiesto nulla di diverso. Adesso, per lui, il difficile sarà far digerire questa decisione al suo mondo, oggettivamente abbastanza distante dalla nuova avventura politica. Ad ogni modo, 6/7/8 mila preferenze poco cambia, se non per “peso politico” sul territorio. Sarà sempre il primo degli eletti, e di gran lunga, nella propria lista. Domani, invece, parleremo dei Cento Passi per la Sicilia. Una lista che non ha nulla da perdere e che spera di ritagliarsi il proprio spazio nel litigioso mondo della sinistra siciliana.
“Prima” Turano…, poi la Lega
Il politico alcamese è stata la figura più discussa in queste settimane per la scelta di correre con i salviniani.


















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