«Io sono più trapanese di voi perché ho scelto di esserlo». È la frase incisa sulla stele che ricorda Mauro Rostagno nel luogo in cui fu assassinato dalla mafia il 26 settembre 1988, in contrada Lenzi di Valderice. Da ieri, quella scelta trova anche un riconoscimento ufficiale: Mauro Rostagno è a tutti gli effetti cittadino onorario di Trapani.
Con 23 voti favorevoli su 24 (una sola assenza), il Consiglio comunale ha approvato la delibera della Giunta che chiedeva di conferire la cittadinanza onoraria al giornalista e sociologo torinese, da anni simbolo della lotta civile contro le mafie. Un voto unanime, carico di valore morale e simbolico, che però arriva con un ritardo ingiustificabile: sono passati ben 36 anni dal suo assassinio.
Il percorso verso il voto era iniziato nei mesi scorsi, accelerato dopo la proiezione, lo scorso aprile, del documentario prodotto da Sky e Palomar su Rostagno, in cui era emersa esplicita la richiesta di conferirgli la cittadinanza onoraria.
Un’assenza rimasta per troppo tempo inspiegabile: le giustificazioni, negli anni, non sono mancate. Adesso, invece, si è deciso finalmente di porre rimedio. La Giunta guidata dal sindaco Giacomo Tranchida ha messo nero su bianco la proposta a fine agosto, imponendo al Consiglio comunale una scelta che è arrivata all’unanimità.
Non solo la cittadinanza. Il presidente del Consiglio ha annunciato che la sala stampa dell’aula consiliare sarà intitolata a Mauro Rostagno. Lì sarà collocato anche il quadro donato anni fa dall’artista Nanno e da un gruppo di writers del Rione Cappuccinelli.
«Il conferimento della cittadinanza onoraria di Trapani a Mauro Rostagno è un atto che giunge con un ritardo certamente ingiustificabile, ma che rappresenta comunque un momento importante per la città e per tutti i trapanesi», ha commentato la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi.
Un “atto dovuto”, come molti lo hanno definito, ma anche un gesto sentito, che Trapani ha finalmente compiuto. Ci sono voluti 36 anni per scriverlo negli atti ufficiali, ma oggi la città può dire di avere tra i suoi cittadini Mauro Rostagno. Non perché lo sia diventato adesso, ma perché lo era già da allora: da quando scelse Trapani come casa, comunità e destino.


















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