Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi rivolgiamo le tre domande della domenica a Pietro Barbera, ingegnere e consulente tecnico del Comitato No Sottopasso Ferroviario.


Dopo gli allagamenti dei giorni scorsi la vostra opposizione contro il sottovia si rafforza?

Avevamo previsto che potesse accadere un allagamento come quello del 26 settembre scorso. Abbiamo mostrato al Sindaco e Rete Ferroviaria Italiana le analoghe immagini del 13 settembre 2020, ma ci hanno risposto che anche se il sottopasso restasse chiuso per dieci volte l’anno, per i rimanenti 355 rimarrebbe aperto. Quello che è accaduto rafforza certamente la nostra posizione. Se fosse già stato costruito il sottopasso si sarebbe allagato fino al colmo con danni elevati e possibili perdite di vite umane, con tempi di ripristino lunghissimi e viabilità nel caos.

È stato presentato un esposto da parte del Comitato dopo i danni dei giorni scorsi, in particolare dopo l’allagamento del 26 settembre scorso?

Dopo la petizione popolare, sottoscritta da 625 firmatari, il Sindaco non ci ha messo in condizioni di esporre le nostre valutazioni sulle criticità e di avere risposte, in un incontro pubblico. L’ultimo allagamento subito dagli abitanti di via Marsala e via Vespri, è stato causato dell’apertura di un varco sul muro di cinta su via Marsala, per lavori di pulizia e sistemazione del sedime ferroviario. L’acqua ha invaso tutta l’area a nord dei binari penetrando nelle abitazioni dal retro e dai pavimenti, passando sotto le fondazioni, rendendo inabitabili le abitazioni e provocando danni alle murature. Inoltre si formato una sorta di laghetto a cielo aperto tra la ferrovia e le abitazioni, con acqua stagnante e maleodorante. Chi ha subito tali danni, a tutela dei propri beni e del proprio legittimo interesse, non poteva fare altro che presentare un esposto alla Procura, al Sindaco, a RFI, al Prefetto. Così è stato. Vedremo gli sviluppi.

Il sindaco ha espresso la volontà di chiedere ulteriori chiarimenti a RFI circa la sicurezza del progetto e se possibile un intervento “idraulico” sul canale Scalabrino. Che ne pensate?

Se il Sindaco ha chiesto adeguamenti ad RFI, ci conferma che le criticità da noi evidenziate sono fondate. Quanto a interventi di RFI fuori dalla loro competenze ci credo poco. Ricordo che l’importo massimo stanziato da RFI non può superare 20 milioni di euro. Anche facendo le migliori fognature al mondo, in via Marsale e via Virgilio, abbiamo fondate convinzioni tecnico-scientifiche che proprio in quella zona il sottopasso non andrebbe fatto. Risultando nel contempo inutile, perché non migliora la viabilità, e dannoso perché espone a futuri problemi il Comune di Trapani sia in ordine alla costosa manutenzione, sia per i risarcimenti dei danni alle cose e per una eventuale perdita di vite umane.