La crisi di Trapani Servizi assume contorni sempre più inquietanti, con 17 lavoratori letteralmente appesi a un filo. Chi ha rifiutato di firmare il passaggio a Formula Ambiente si trova ora senza alcuna tutela. È minacciato da un licenziamento collettivo che incombe come una spada di Damocle. A difenderli c’è l’avvocato Stefano Massimino, che con una diffida durissima punta il dito contro il silenzio delle istituzioni. Massimino, inoltre, denuncia pressioni, intimidazioni e comportamenti che definisce «inaccettabili».
A pubblicare la diffida dell’avvocato Massimino è stato l’imprenditore Valerio Antonini, ormai diventato un vero e proprio punto di riferimento dei lavoratori della Trapani Servizi.
Secondo il legale, i dipendenti sarebbero stati convocati per firmare accordi transattivi «gravemente vessatori». E il tutto senza alcun coinvolgimento del loro difensore. Non solo. La richiesta di accesso agli atti contabili della società, a totale partecipazione pubblica, sarebbe stata ignorata, nonostante si parli apertamente di un dissesto economico mai dichiarato ufficialmente.
Massimino parla chiaro: l’azienda da un lato spinge per firme al ribasso, dall’altro minaccia licenziamenti ritorsivi. «Ogni firma raccolta senza la mia presenza sarà nulla», scrive, chiamando in causa anche Ispettorato del Lavoro, Questura e Carabinieri.
Al centro della vicenda ci sono i 17 lavoratori “irriducibili”, simbolo di una crisi più ampia che travolge Trapani Servizi, senza vertici stabili e a rischio di lasciare a casa chi ha decenni di esperienza. Il futuro resta un’incognita, ma una cosa è certa: la battaglia legale è appena iniziata e promette di scoperchiare le contraddizioni di una società partecipata che sembra ormai implodere su se stessa.


















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