Le infiltrazioni della discordia

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Effettuato ieri mattina al Pala Conad il sopralluogo sulle condizioni del tetto della struttura sportiva.

Come secondo previsione, la “partita” tra amministrazione comunale e società Pallacanestro Trapani, non si era di certo conclusa al termine della gara di domenica tra i granata e l’Urania Milano, che ha messo in evidenza come le infiltrazioni di pioggia possano compromettere le competizioni sportive, con tutto quello che ne può derivare. I botta e risposta a suon di comunicati, innescati dall’amministrazione comunale, ha portato la stessa a chiedere per ieri un sopralluogo al palazzetto per accertare le criticità in essere. Ieri mattina, alla presenza del vice sindaco Abbruscato, di dirigenti e referenti comunali, dei rappresentanti della ditta che ha realizzato i lavori di impermeabilizzazione del tetto (che ricordiamo sono costati 550.000 euro), il general manager della Pallacanestro Trapani Nicola Basciano e l’Ing. Bosco, sono state quindi verificate le condizioni della struttura. Al termine del giro ispezionale, ciò che è venuto fuori, come si è potuto leggere nel puntuale comunicato del Comune, è che i lavori di impermeabilizzazione sono stati eseguiti “ a regola d’arte”, e che la causa delle infiltrazioni di acqua piovana scaturiscono dalla “carente manutenzione delle guarnizioni”, per cui si parla di manutenzione ordinaria e spetta alla Pallacanestro Trapani. Poi è necessario intervenire sulle grate per l’areazione, e questo compete invece al comune in quanto manutenzione straordinaria. Altresì l’amministrazione comunale si è resa disponibile ad intervenire per altre problematiche riscontrate. La Pallacanestro Trapani, dal canto suo, si dice in attesa di comunicazioni ufficiali circa gli interventi da effettuare, previa valutazione dei propri consulenti. Nella nota diramata dalla società granata, è di facile lettura il malcontento che questa situazione ha generato. Da 11 anni alla guida della squadra granata, il presidente Basciano, per ovvie ragioni, in situazioni di emergenza, ha approntato a titolo personale degli interventi che hanno permesso la fruizione della struttura, non solo alla squadra, ma ad intere famiglie che negli anni l’hanno frequentata. Non entriamo chiaramente nel merito delle competenze degli interventi che si sono palesati a seguito delle verifiche, ma una riflessione da semplici cittadini, certo occorre farla. Un intervento straordinario pari a 550.000 che prevede l’eliminazione delle infiltrazioni, che alla fine evidenzia una problematica tra le altre cose, di guarnizioni, al di là della pertinenza, potrebbe, nel ragionamento che in giurisprudenza risponde alla dicitura “del buon padre di famiglia”, far si che sia il comune stesso ad intervenire senza le puntualizzazioni di cui sopra. Sarebbe un bel gesto, nei confronti di un imprenditore e di una famiglia trapanese che negli anni ha permesso, ad alti livelli, di portare con prestigio il nome di Trapani in giro per l’Italia.

Stefania Renda