Sei persone, indagate per mafia nell’ambito dell’operazione denominata Hesperia conclusa dai carabinieri il 6 settembre scorso, percepivano il reddito di cittadinanza. Sono stati gli stessi carabinieri ad accertarlo nel corso di ulteriori approfondimenti investigativi. L’operazione Hesperia portò in carcere 23 persone ed altre 12 furono sottoposte ai domiciliari tutte a vario titolo accusate di associazione di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, reati in materia di stupefacenti, porto abusivo di armi, gioco d’azzardo. Uomini, secondo gli investigatori, vicini al latitante Matteo Messina Denaro che attraverso le attività criminali, soprattutto in materia estorsiva, tenevano in piedi le “famiglie” di Mazara del Vallo e Marsala. I carabinieri, accertato che 6 degli indagati percepivano ancora il reddito di cittadinanza, hanno chiesto all’INPS di sospendere il beneficio che, lo dispone la legge, non può essere concesso a chi è sottoposto a misure cautelari personali. Richiesta di sospensione immediatamente accolta dall’INPS.