Erice prova a ripartire: ma senza siti culturali, funivia e wc pubblici

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di Mario Torrente

Erice prova a ripartire dopo il lockdown per il coronavirus. Ma la ripresa è davvero tutta in salita, con gli operatori economici che devono fare i conti con tante difficoltà. I commercianti e gestori dei locali stanno facendo la loro parte, riaprendo i locali facendosi trovare pront, adeguando le loro attività alle disposizioni anti covid-19. E ieri, approfittando della ricorrenza del 2 Giugno, ad Erice c’era un bel po’ di gente per le vie del borgo medievale. Come ovvio, gente locale proveniente dalla provincia di Trapani o da altre località siciliane. Ma dopo mesi di fermo è stato un primo segnale incoraggiante. Peccato però che l’amministrazione comunale ericina si sia fatta trovare impreparata per questo primo avvio di stagione. “Abbiamo fatto i salti mortali per farci trovare pronti, fra sanificazioni, distanziatori sociali e quant’altro – racconta Piero Amico, operatore commerciale ericino – ma iniziare la stagione con i siti culturali chiusi sicuramente non aiuta. La funivia resta chiusa e le strisce blu non sono in funzione, con le macchinette che però ingoiano lo stesso i soldi non rilasciando alcun ticket. Chiusi anche i bagni pubblici, che in una località turistica come Erice sono un servizio importantissimo. Siamo letteralmente allibiti”. Dunque da un lato ci sono gli operatori economici ericini che stanno facendo la loro parte. Dall’altro continuano a restare chiusi i siti culturali, come il Castello di Venere, i Musei e le stesse chiese che creano offerta turistica. E non sono operativi diversi servizi, a partire dalla funivia per arrivare dai bagni pubblici. Fuori servizio anche i parcometri delle strisce blu, senza alcuna avviso che lo comunicasse. Insomma, tutti fattori che messi assieme non danno certamente un bel biglietto da visita. Tutt’altro. In un posto per di più, che si chiama Erice, che rappresenta a pieno titolo una delle mete turistiche più importanti della Sicilia. Eppure gli ericini già a suo tempo hanno avanzato una serie di richieste all’amministrazione comunale di Erice guidata dalla sindaca Daniela Toscano, proprio per rilanciare il comparto del turismo. Fino a pochi giorni addietro nel corso di una riunione tenuta al Municipio. Con tanto di consegna di documento programmatico. Come fatto a suo tempo durante le drammatiche settimane del lock-down. Ma alle parole non sono ancora seguiti i fatti. Al momento non si vede nulla, se non i cartelli di chiusura dei siti culturali e dei servizi fondamentali per il settore turistica. Tutto questo mentre commercianti e gestori dei locali sono alle prese con le difficoltà economiche e sperano in questi mesi estivi per limitare i danni. Ci sono spese da pagare, a partire dagli affitti, utenze e imposte varie. Ed il personale ancora a casa nell’attesa del ritorno dei turisti. Solo con certi numeri si può rimettere in moto la macchina. Ed in questo contesto non ci possono essere false partenze. Ne va della sopravvivenza di tantissime attività economiche che danno lavoro. In ballo c’è la stessa sopravvivenza del tessuto produttivo ericino. E se si fermano le piccole aziende si ferma Erice.