Il Cai alla marcia di San Matteo

Il CAI Sicilia e la sezione del CAI di Erice saranno presenti alla marcia che si terrà venerdì 6 agosto, a partire dalle 18, a San Matteo, l’area demaniale devastata dal terribile incendio dello scorso 25 luglio. Quello che era uno degli ultimi polmoni verdi della montagna di Erice, un’oasi unica dal grande patrimonio naturalistico con l’allevamento dell’asino pantesco, il museo agroforestale, l’antichissima chiesetta rupestre ed un meraviglioso bosco venuto su in quarant’anni di lavoro della Forestale e di risorse investite, è stato completamente devastato dalle fiamme, che hanno causato ingenti danni. San Matteo, un luogo di bellezza, dove si diparte il Sentiero Italia CAI che collega Erice con Bonagia mentre altri affascinanti itinerari si snodano da Pizzolungo a Visconti, passando all’interno di quello che fino a pochi giorni fa era un meraviglioso bosco con vista sul mare del golfo di Bonagia. Ma i colori e gli odori che caratterizzavano questo angolo della montagna di Erice non esistono più e ci vorranno molti anni per rivedere San Matteo al suo splendore.   

Con queste motivazioni – dichiara il Presidente Regionale Francesco Lo Cascio – la mobilitazione di venerdì, di cui il CAI è tra i promotori, con l’obiettivo di contribuire alla rinascita di questa suggestiva area demaniale che rappresenta una delle tappe d’obbligo per l’escursionismo nel Trapanese e per tutti gli amanti della natura, e con l’intendo, altresì, di non sottacere sui gravi crimini perpetrati al nostro territorio con il sistematico assassinio degli habitat naturali, ormai indifesi per le gravi inefficienze nella prevenzione e per un diffuso senso di impunità con cui agiscono questi criminali altrimenti definiti piromani”.

L’escalation incendi boschivi ad Erice e in tutta l’ isola – afferma il Presidente della Sezione CAI Erice Vincenzo Fazio – ha assunto questa estate proporzioni devastanti. Bisogna alzare la guardia a tutti i livelli per contrastare il fenomeno, che ha assunto la forma del “Terrorismo Ambientale Organizzato”, ed il CAI Erice è pronto a fare la sua parte. Andrebbe ripensato e riformato  l’ intero sistema di gestione del patrimonio forestale in Sicilia prendendo spunto da modelli virtuosi, con il coinvolgimento operativo e responsabile dei residenti e dei terreni circostanti, incentivati o penalizzati fiscalmente al ruolo di custodi. Auspichiamo vadano coordinati e potenziati i sistemi di prevenzione e videosorveglianza attiva  con l’ impiego di nuove tecnologie già proposte dalla Sezione CAI di Erice. Occorre potenziare la  repressione del fenomeno, con indagini  investigative mirate a soffocare gli interessi e le motivazioni che alimentano gli incendi dolosi, al fine di assicurare i responsabili degli scempi ambientali alla giustizia e ricostruire la fiducia nelle istituzioni e negli organismi preposti“.