Pellegrino crolla ma ce la fa

Continua il nostro viaggio sull'analisi del voto per il rinnovo del Parlamento Regionale. In Forza Italia, l'avvocato marsalese riesce a superare Scilla di appena 250 voti e viene rieletto.

288

Stefano Pellegrino riesce a tornare a Sala d’Ercole nonostante crolla di quasi 2 mila preferenze nella sua città, risultando, comunque, il più votato a Marsala con 2900 suffragi dopo i quasi 5 mila voti alla scorsa tornata. L’avvocato penalista, stavolta, arriverà a 5500 totali, riuscendo a superare Toni Scilla di soli 250 consensi contro i quasi1500 del 2017. Entrambi sono andati oggettivamente maluccio, almeno secondo molti commentatori politici che lì davano fra i papabili per essere “il più votato in provincia di Trapani”. L’assessore regionale all’agricoltura soprattutto avrebbe perso la partita nella sua Mazara. 1600 preferenze sono state un risultato inaspettato; anche considerando il sovraffollamento di candidature. Ben 12, a Mazara del Vallo. In città, tuttavia, è nota la rottura dell’accordo politico sancito nei mesi scorsi col primo cittadino Salvatore Quinci. Dieci giorni prima dell’apertura delle urne, invece, il colpo di scena: viene revocato l’assessore forzista D’Angelo dalla giunta e Scilla, da coordinatore provinciale del Partito, dirama un comunicato stigmatizzando la scelta del Sindaco annunciando, va da sé, l’uscita dalla maggioranza di Governo. Quinci ha virato il suo appoggio elettorale sul Presidente del Consiglio Comunale Vito Gancitano che risulterà, alla fine, il più votato dai concittadini con 2700 preferenze. Potrebbe sintetizzarsi così la sconfitta di Scilla, al netto di altre micro letture in giro per il territorio. Quasi certamente, senza questa rottura avrebbe superato il risultato del deputato uscente, già di per sé deludente avendo ricevuto oltre 2 mila voti in meno della scorsa tornata. Praticamente quelli persi a Marsala. Pellegrino era alla sua quarta candidatura. Anche lui, come la collega cittadina Lo Curto, le ha provate tutte per raggiungere Sala d’Ercole e fregiarsi del titolo di Onorevole. Nell’ormai lontano 2008 ci provò, proprio assieme all’ormai ex parlamentare marsalese, nel delfino dell’ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo. Nulla di fatto. Dopo un breve passaggio nei democristiani dell’UDC – il che la dice lunga per una figura che da sempre si professa “socialista” come da tradizione familiare – approda nel Popolo delle Libertà e si scontra con Mimmo Fazio. Ancora una volta non riesce ad approdare a Palazzo dei Normanni venendo surclassato dall’ex sindaco di Trapani che lo stacca di 3 mila voti fermandosi a poco più di  3200 preferenze. Nel 2017, a pochi mesi dal fine mandato, il sogno diventa realtà grazie alle dimissioni del deputato trapanese per la vicenda Mare Monstrum nell’operazione della Procura di Palermo sulla “Tangentopoli del Mare”. A novembre dello stesso anno si candida in Forza Italia e finalmente ottiene un risultato pieno, primo fra gli azzurri. Domenica scorsa, infine, nuova discesa di consensi; tuttavia, è confermato “grazie alla vicenda Mazara”.