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L’Almanacco del giorno

Lunedì 4 Marzo è il 64° giorno del calendario gregoriano. Mancano 301 giorni alla fine dell’anno (302 negli anni bisestili).

Il sole a Trapani sorge alle 6.37 e tramonta 18.07

La luna è calante ed è illuminata al 41%.

Santo del giorno: San Casimiro di Cracovia, religioso. Nato nel 1458 in una nobile famiglia di Cracovia, rinunciò al trono d’Ungheria a seguito dell’opposizione del papa. Dal 1481 al 1483 amministrò la Polonia e rifiutò il matrimonio combinato con la figlia dell’Imperatore Federico III preferendo il celibato. Nel corso della sua vita dimostrò una grande devozione. Colpito dalla tubercolosi, morì nel 1484.

Proverbio del giorno: “Un c’è chiesa senza altari e un c’e’ casa senza cruci
(In ogni chiesa è presente un altare. In ogni famiglia almeno un problema)

Aforisma del giorno: “Bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto” (Paul Bourget).

Nati oggi: Antonio Vivaldi, 4 marzo 1678, compositore e violinista Robert Emmet, 4 marzo 1778, patriota e oratore irlandese

Curiosità: La sua data di nascita è servita anche come titolo per il suo primo grande successo. Titolo che all’inizio avrebbe dovuto essere Gesù bambino, se non fosse intervenuta la censura. Ma la canzone non è autobiografica: Lucio Dalla nacque il 4 marzo 1943 da una coppia bolognese (niente porto e nessun soldato che “veniva dal mare”). Con quel brano, nel 1971, conquistò il terzo posto a Sanremo. Il seguito è storia nota: è diventato uno dei più grandi e più amati dei nostri cantautori. È morto all’improvviso nel 2012, in una camera d’albergo a Montreux, dove si era appena esibito.

Accadde oggi: Debutta nelle sale Cenerentola della Disney.

Per ritornare in auge dopo una lunga stagione orfana di capolavori, Walt Disney scelse uno dei personaggi più presenti nelle tradizioni fiabesche di mezzo mondo, offrendone una rinnovata versione destinata a restare la più popolare nell’epoca contemporanea. Gli enormi costi sostenuti con Fantasia, nel 1940, avevano costretto la casa di produzione americana a realizzare lungometraggi a buon mercato ma con incassi importanti. A quel punto si andò alla ricerca di un personaggio che facesse rivivere i fasti della cosiddetta “età dell’oro” dei classici Disney, fatta coincidere con il decennio 1930-40. Proprio in quel periodo nella danza (con l’opera omonima musicata da Prokofiev nel 1948) e nelle arti in generale era tornata di moda la favola di Cenerentola. La storia di questa fanciulla di buona famiglia – che, per la perfidia della matrigna e delle sorellastre, si ritrova sguattera e vittima di soprusi e sberleffi quotidiani, riscattandosi alla fine nello sposare l’amato principe – aveva origini ben più antiche. Alcuni la facevano risalire alla Rodopi della XXVI dinastia dell’Egitto (tra il 1620 ed il 1540 a.C.); altri alla Yeh-Shen raccontata nella Cina del IX secolo a.C. Il nome Cenerentola era apparso per la prima volta nel 1634, nella fiaba “La gatta Cenerentola” del napoletano Giambattista Basile. Presente in centinaia di tradizioni distanti tra loro geograficamente e nel tempo, il soggetto aveva trovato una sua definitiva caratterizzazione con Charles Perrault e successivamente con i fratelli Grimm. Alla prima uscita nella sale statunitensi, il 4 marzo 1950, conquistò immediatamente pubblico e critica. Nei giorni seguenti tutti iniziarono a canticchiare le accattivanti melodie della colonna sonora curata da Mack David, Jerry Livingston e Al Hoffman: dall’allegra Bibbidi Bobbidi Bu alla romanticissima I Sogni son Desideri. Premiato con un Orso d’Oro al Festival di Berlino del 1950, l’anno dopo concorse agli Oscar con tre nomination (colonna sonora, canzone e sonoro) senza però portare a casa alcuna statuetta.

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