Regionali, la scelta di Paolo Petralia: “Rimango in Giunta con Orlando”

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Il trapanese ritira la sua disponibilità a partecipare alla competizione per le Regionali. Il PD trapanese adesso dovrebbe avere via libera per ufficializzare Dario Safina quale competitor

di Nicola Baldarotta

Si tira indietro, non per codardia ma per rispetto del ruolo affidatogli dal Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Rimane in giunta, a Palermo, fino alla fine del mandato e cioè per ancora un paio di mesi scarsi.

Il trapanese Paolo Petralia Camassa non sarà disponibile a competere per le elezioni regionali del prossimo autunno. Nei giorni scorsi aveva creato un po’ di scompigli interni al Partito Democratico con la sua ufficializzazione nel mettersi a disposizione del partito quale uno dei possibili competitors alle Regionali e il suo nome era fra i cinque papabili che il PD avrebbe dovuto scegliere per formare la lista: oltre a lui, come noto, hanno dato la disponibilità l’attuale Sindaco di Salemi, Domenico Venuti, il Sindaco uscente di Petrosino, Gaspare Giacalone, e poi l’assessore (ex da un paio di giorni) al Comune di Trapani, Dario Safina e, nell’aria, c’è anche il nominativo del mazarese Bianco. 

Paolo Petralia aveva annunciato la sua disponibilità a candidarsi per le Regionali proprio a Telesud, durante la trasmissione Res Publica… qualche giorno prima della riunione provinciale del Partito Democratico

L’annuncio di Paolo Petralia aveva messo in subbuglio la segreteria trapanese del PD che aveva già ratificato, al suo interno, la candidatura di Dario Safina: chi, fra i due, sarebbe stato il “prescelto”?
Ma oggi, visto il passo indietro del giovane assessore che ben ha lavorato nella Giunta guidata da Leoluca Orlando, Safina e il Pd di Trapani-Erice possono tirare un sospiro di sollievo: per l’avvocato (che sempre da un paio di giorni ricopre il ruolo di esperto del Sindaco Tranchida – a titolo gratuito -) non dovrebbero più esserci ostacoli per la candidatura alle Regionali.

Ecco la lettera che ha inviato al segretario provinciale del PD, Domenico Venuti:

Viviamo una fase storica in cui ad una tragedia, la pandemia, ne è subito seguita un’altra, il conflitto russo/ucraino. Due avvenimenti di impatto globale, ma che presentano elementi di analisi politica contrapposti. Da un lato la pandemia, che ha provocato sia sul piano sanitario che sul piano della risposta politica un superamento dei confini degli stati, necessitando di una prospettiva universale e distante dagli egoismi nazionali. Dall’altro la guerra, che ha portato indietro il pianeta sia con riferimento al ruolo degli stati nazionali e della logica dei “confini”, sia con riferimento alla storia del Novecento, mostrando drammaticamente nel contesto odierno non più una contrapposizione bilaterale (Occidente-Oriente), bensì l’esistenza di numerosi “blocchi” con ruoli geopolitici ed economici complessi.

La guerra ha fatto fare un passo indietro radicale ad un contesto di universalità di riconoscimento dei diritti di tutte e tutti e di affermazione della mobilità delle persone come  diritto umano inalienabile. Il conflitto russo-ucraino ha, inoltre, messo in luce la non compattezza di una politica estera dell’Unione Europea che, a riprova di ciò, si trova ad avere posizioni interne tra gli Stati membri divergenti e non coordinate.

Al contrario, l’Europa ha, nel contesto pandemico, prodotto il Recovery Plan, strumento che ha esaltato – dopo anni di prevalente centralità finanziaria e di conseguente debolezza – il ruolo politico della UE e che consegna agli stati, le regioni e i comuni una opportunità storica per intervenire radicalmente sulla propria organizzazione, sulla risposta a cittadine e cittadini e sulla tutela del nostro pianeta.

In questo contesto, anche in considerazione della esperienza maturata negli ultimi anni come assessore al Comune di Palermo, risulta evidente constatare una complessiva difficoltà degli organi politici/istituzionali nel definire un percorso di visione che, da un lato per ragioni di “burocrazia” – per sintetizzare –  dall’altro per una difficoltà della classe politica a rappresentare le istanze delle persone inserendole in una direzione chiara e prospettica, possa essere portante per un progresso culturale, sociale ed economico. In questo quadro, l’esperienza politico/amministrativa a Palermo negli ultimi anni è tutta legata alla visione globale del riconoscimento dei diritti di tutti e di ciascuno, una operazione difficile ma importante da difendere per un futuro migliore.

Essere iscritto ad un partito comporta responsabilità e impegno, e il Partito che Lei rappresenta fonda le sue radici su due importanti elementi: il pluralismo, talvolta con il rischio patologico di un correntismo che ci allontana dal territorio, e il metodo democratico, che talvolta può rallentare i percorsi ma garantisce trasparenza e libertà.

In occasione di interlocuzioni informali, avevo manifestato la mia disponibilità a concorrere per la sfida delle prossime elezioni regionali, un appuntamento fondamentale che, proprio nell’ottica del PNRR, deve necessariamente far convergere su una agenda politica in grado di dare quella direzione di visione chiara alla quale ho fatto riferimento.

Un chiarimento ritengo sia dovuto. La mia disponibilità si inseriva all’interno di un quadro politico che, purtroppo, in diversi frangenti non ha saputo intercettare l’opportunità derivante da alcuni percorsi di cambiamento già largamente in atto in altri contesti europei e mondiali. La sfida della transizione digitale, ad esempio, non si affaccia solamente come possibilità di miglioramento e ammodernamento della Pubblica Amministrazione, ma rappresenta per il contesto siciliano una grande occasione di vera svolta per lo sviluppo economico, proprio in ragione della posizione geopolitica del nostro territorio e per la grande attrattività rivolta a visitatori, turisti e “lavoratori nomadi”. Inoltre, la mia disponibilità non voleva rispondere ad una esigenza di “quota giovane”, quanto alla necessità che la più volte richiamata agenda politica porti con sé una visione dove le nuove generazioni, protagoniste del presente e del futuro, possano definire la traiettoria della nostra terra riconoscendosi e impegnandosi in una sfida che, oggi più che mai, deve fare i conti con il progresso, la globalizzazione e le contraddizioni che entrambi questi fenomeni hanno manifestato. 

Tuttavia, la Legge Regionale mi imporrebbe di concludere entro il giorno 5 maggio l’esperienza politica palermitana ancora in atto. A tal riguardo, anche a seguito di un confronto aperto con il Sindaco e la Giunta Comunale, come squadra, Sindaco compreso, abbiamo ritenuto opportuno lavorare fino alla fine per salvaguardare Palermo e consegnare la città alla prossima Amministrazione nella condizione migliore per espletare una completa attività politico/amministrativa.  Per spirito di responsabilità politica verso la squadra di governo e prima di tutto verso la città e i cittadini che sono stato chiamato a rappresentare, comunico di ritirare la mia disponibilità data interlocutoriamente al Partito di concorrere alle prossime elezioni regionali come candidato nelle liste del territorio provinciale di Trapani. Seppure le elezioni amministrative siano vicine (12 giugno prossimo), il mandato conferitomi dal Sindaco Leoluca Orlando ritengo vada onorato fino in fondo, anche nel segno di una responsabilità politica prima richiamata che, sono convinto, debba essere l’elemento fondante di qualsiasi percorso politico soprattutto in tempi di forte delegittimazione della classe politica.

Con la presente, inoltre, confermo la mia partecipazione alla vita partitica e rinnovo il mio impegno affinché la nostra terra possa esprimere una rappresentanza regionale all’altezza di contribuire ad un percorso di visione e di futuro credibile e di crescita economica e culturale”.