Sgravi sulla Tari

Il Consiglio comunale di Erice, riunito in sessione urgente, ha approvato le Tariffe Tari per l’anno 2021.

La delibera prevede, tra i tanti aspetti, che il contributo statale di 192.296,86 euro sia destinato alla riduzione della tassa per alcune categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività in relazione al perdurare dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Scatterà così la riduzione della Tari, sia nella quota fissa che in quella variabile, nella misura del 70% per tutte le utenze non domestiche interessate dalle restrizioni nell’esercizio delle rispettive attività in relazione al perdurare dell’emergenza covid, individuate nelle categorie “Alberghi con Ristorazione” e “Alberghi senza ristorazione”. Prevista anche la riduzione della Tari del 30% per tutte le utenze non domestiche, alle prese con la crisi per l’emergenza covid, che rientrano nella categoria “Stabilimenti balneari”. Le risorse residue, quantificate in circa euro 109.000,00, verranno distribuite in misura proporzionale tra le categorie già interessate dalle agevolazioni previste all’art. 22-bis del Regolamento per l’applicazione della Tari, ringraziando il sindaco Daniela Toscano ha tenuto ad evidenziare come il contributo da 192 mila euro sarà destinato, come sgravio Tari, alle categorie maggiormente colpite dalla pandemia, ringraziando i funzionari ed i dipendenti che sono rientrati in servizio, affinché potessero essere apposti tutti i pareri tecnici e contabili necessari alla ripresentazione della delibera precedentemente bocciata. La Toscano ha anche ringraziato i revisori dei conti che, compresa la delicatezza della vicenda, mettendo da parte i propri impegni, hanno espresso il loro fondamentale parere. In questo modo, grazie alla collaborazione di tutti, è stato possibile riconvocare per tempo il Consiglio comunale ed approvare pertanto una delibera – ha concluso la Toscano – così importante che fornirà una boccata di ossigeno ai nostri concittadini che hanno maggiormente sofferto le conseguenze della crisi pandemica».