Crisi idrica, entra in funzione il dissalatore di Porto Empedocle

Un progetto che coinvolge anche Trapani, dove è in corso la realizzazione del dissalatore

In Sicilia si comincia a rispondere concretamente alla crisi idrica che da mesi mette in ginocchio cittadini, agricoltori e imprese. È entrato ufficialmente in funzione il nuovo dissalatore di Porto Empedocle, primo dei tre impianti strategici programmati dalla Regione. I primi 50 litri al secondo di acqua dissalata sono già stati immessi in rete e convogliati nel nodo di Villaseta, a servizio della città di Agrigento. A regime, previsto entro metà agosto, si arriverà a una portata complessiva di 100 litri al secondo.
L’infrastruttura è parte di un piano da 110 milioni di euro, finanziato in larga parte con fondi FSC grazie all’accordo firmato nel maggio 2024 tra il presidente Renato Schifani e la premier Giorgia Meloni. A questi si aggiungono 20 milioni di euro dal bilancio regionale per la gestione degli impianti.
Un progetto che coinvolge anche Trapani, dove è in corso la realizzazione del dissalatore destinato ad alleviare l’emergenza idrica del territorio provinciale. In una delle aree più colpite dalla siccità, la struttura rappresenta una promessa concreta per il futuro idrico del trapanese, da mesi in attesa di soluzioni stabili.
Il presidente Schifani ha parlato di “risposta tangibile ai bisogni dei cittadini”, sottolineando l’impegno del governo regionale nel garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche e ribadendo la volontà di andare avanti con determinazione su questa strada.