Trapani, in due settimane sequestrate 19 discariche abusive

Prosegue senza sosta, e con occhi sempre più elettronici, l’attività di controllo del territorio da parte della Polizia locale di Trapani. In volo sopra campagne e periferie, il drone battezzato “A Tia Talìu” — nome che è già un programma — ha individuato nelle ultime due settimane ben 19 discariche abusive disseminate tra città e frazioni. I proprietari dei terreni, come da prassi, sono stati puntualmente segnalati.

Nel mirino anche due trasportatori abusivi: uno a bordo di un camioncino, l’altro su un’Apecar. Entrambi sorpresi mentre abbandonavano rifiuti ingombranti in vari punti della città. Tre le persone denunciate all’Autorità giudiziaria. I mezzi sono stati sequestrati.

E non è tutto. Su segnalazione giunta alla centrale operativa di via Calvino, una pattuglia è intervenuta a Xitta, in un podere privato dove si alzava un fumo scuro. Dentro, due soggetti intenti a bruciare rifiuti: sono stati identificati e denunciati per combustione illecita.

Nel frattempo, proseguono gli appostamenti degli agenti, anche con auto civetta. L’obiettivo è sorprendere in flagranza chi continua a trasformare il territorio in una discarica a cielo aperto. Un lavoro certosino, ma necessario.

Occhi puntati anche sul centro storico. In via Torrearsa, dove le irregolarità non sembrano mancare mai, la Polizia locale ha sequestrato altre due installazioni abusive. Una storia che si ripete.

Ma c’è un dettaglio che merita di essere sottolineato: il fenomeno degli “svuota cantine” irregolari non esisterebbe senza clienti. Clienti insospettabili, spesso in giacca e cravatta, che preferiscono pagare 20 euro in nero piuttosto che seguire le regole. Non vogliono fare la differenziata, né prenotare il gratuito servizio di ritiro a domicilio, né tantomeno recarsi al nuovo Centro Comunale di Raccolta nella zona industriale.

Una scorciatoia comoda, ma illegale. Perché, è bene ricordarlo, la responsabilità non è solo etica. È giuridica. Ed è, a tutti gli effetti, sanzionabile.