Il dopo “Sorella Sanità”

Arrestato Damiani l’Asp di Trapani adesso volta pagina.

Lo scorso maggio, l’arresto di Fabio Damiani, assieme ad un’altra delle tante star che negli anni hanno brillato nel scintillante mondo dell’antimafia, Antonino Candela, ha provocato un vero e proprio terremoto nella Sanità regionale. Certamente in quella di riferimento alle provincie di Palermo e Trapani dove i 2 deus ex machina avrebbero fatto, secondo gli inquirenti, il bello e cattivo tempo. Con il prezioso aiuto dei faccendieri Salvatore Manganaro e Giuseppe Taibbi anche loro agli arresti dal lontano 21 maggio. Come è normale che sia, dopo l’operazione della magistratura, l’Asp di Trapani ha subito uno scossone nel suo vivere quotidiano. Funzionari confusi dalle cronache e nuovi equilibri negli assetti dirigenziali. Fino all’arrivo, qualche settimana fa, del commissario straordinario: Paolo Zappalà, romano, proveniente dall’Asp di Pescara che si insedia dopo il “breve interregno” di Gioacchino Oddo, attuale direttore sanitario, che per anzianità ha diretto pro-tempore in attesa della nomina dell’assessore Razza. Notoriamente, com’è fisiologico che sia, sia Oddo che il direttore amministrativo, Sergio Consagra, erano stati fortemente voluti da Damiani, avendo per anni, a vario titolo, collaborato con lui nel capoluogo siciliano. Dopo l’arresto, da subito, negli uffici di via Mazzini si è respirato un clima da “più realisti del Re”. Insomma, tutto quello messo in piedi da Damiani veniva visto con diffidenza, con circolari su circolari che viaggiavano da un piano all’altro, soprattutto verso chi si era guadagnato la fiducia del manager-avvocato. Aria che sembra continuare con Zappalà; umanamente comprensibile ma discutibile dal punto di vista operativo. Soprattutto verso le iniziative che attendevano solo un formale via libera. Ed invece, no; tutto rimesso in gioco se non addirittura stoppato. In un clima di stagnazione economica e con i tempi della burocrazia non esattamente velocissimi non è il massimo della vita per chi si confronta con loro. Ma tant’è; speriamo che dopo una “comprensibile diffidenza” del neo commissario, Zappalà possa riportare un po’ di normalità in quegli uffici. L’inizio, tuttavia, non è onestamente confortante.