Furti con spaccate, arrestati due sedicenni

Si stringe il cerchio attorno alla banda delle “spaccate” che ha seminato il panico tra Palermo e provincia. Due sedicenni, ritenuti protagonisti di una lunga serie di furti, sono stati fermati dalla polizia. Per uno di loro il giudice ha disposto il carcere minorile, mentre l’altro è finito ai domiciliari.

Le indagini, condotte da Squadra mobile e commissariati, si sono basate su ore di video sorveglianza che hanno permesso di ricostruire il modus operandi: auto rubate usate come arieti per sfondare le vetrine, razzie lampo nei negozi e fuga in pochi secondi. Per uno dei due c’è anche l’accusa di estorsione con la tecnica del “cavallo di ritorno”: avrebbe rubato un’auto e poi contattato la vittima per chiederle soldi in cambio della restituzione. I nuovi arresti si inseriscono in un’inchiesta più ampia, coordinata dalla Procura, che lo scorso giugno aveva già assestato un duro colpo al gruppo. In quell’occasione erano finite in carcere sette persone, tutte del quartiere Borgo Nuovo, tra i 20 e i 55 anni. Da quel filone investigativo è emerso anche il coraggio di una donna di Bagheria, che ha detto no al racket. Dopo il furto della sua auto, si era rifiutata di pagare il riscatto. Una scelta che ha pagato a caro prezzo: la vettura è stata ritrovata distrutta. Ma la sua denuncia è stata decisiva. Grazie a lei, gli inquirenti sono riusciti a dare un volto e un nome ai presunti autori.