Gli ex Despar: “e adesso?”

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I dipendenti del supermercato s’interrogano sul loro futuro.

L’ennesima vicenda di beni confiscati che potrebbe avere un triste epilogo. Eppure era iniziata nel migliore dei modi, per una volta. Nel 2014, l’imprenditore Matteo Sottile riceveva con contratto di subaffitto di ramo d’azienda dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati il supermercato di via Nicolò Riccio a Trapani una volta facente parte della catena Despar del castelvetranese Grigoli, ritenuto vicino alla primula rossa – con sentenza passata in giudicato – Matteo Messina Denaro. Condizione essenziale fu il mantenimento occupazionale; così, ben 11 lavoratori transitarono sotto il marchio Decò. Per i lavoratori, un sospiro di sollievo. Negli ultimi mesi, invece, il nuovo CDA della “Grigoli Distribuzione” invia delle richieste ritenute inaccettabili dall’imprenditore originario di Custonaci, intimando, così, la riconsegna dell’attività. Questa mattina, dopo una inaspettata accelerazione, la riconsegna delle chiavi a due funzionari dell’Agenzia dei Beni. Ad attenderli, una nutrita delegazione di dipendenti che hanno espresso una comprensibile preoccupazione per il loro futuro. Sembrerebbe che la Sottile Srl abbia dato già comunicazione di reintegro presso altri punti vendita per alcuni di loro, circa 6/7 dipendenti, facendo ancora una volta la propria parte. E per gli altri che futuro ci sarà? Speriamo non quello al quale troppe volte in questi anni abbiamo assistito – in barba ai tanto decantati convegni sul “bello dei beni confiscati”… – con saracinesche abbassate e lavoratori per strada. GUARDA IL SERVIZIO CON LE INTERVISTE