Stranieri in Sicilia: crescita record e una nuova mappa dell’Isola

In Sicilia la presenza straniera continua a crescere e delinea un cambiamento strutturale che attraversa tutta l’Isola. Secondo gli ultimi dati Istat, al primo gennaio 2025 gli stranieri residenti sono 209.147, oltre dodicimila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 6,2%. Rappresentano il 4,4% della popolazione complessiva, una percentuale ancora lontana dal 9,2% registrato in Italia. La componente femminile si attesta al 45,3%, quattro punti sotto la media nazionale, un segnale che suggerisce come il mercato del lavoro siciliano sia meno favorevole alle donne.

Tra il primo gennaio 2024 e il primo gennaio 2025 tutte le province siciliane registrano un aumento di residenti stranieri: Ragusa (+7,2%), Trapani (+7,5%), Agrigento (+8,4%), Enna (+11,7%), Catania (+5,6%), Palermo (+5,0%), Messina (+5,4%), Siracusa (+5,7%) e Caltanissetta (+3,5%). Guardando ai numeri assoluti, Catania è la provincia con più residenti stranieri (37.692), seguita da Palermo (36.702) e Ragusa (35.408), dove continuano a essere forti le comunità impegnate nel lavoro serricolo.

Al quarto posto c’è Messina con 29.313 presenze, mentre la provincia di Trapani si colloca al quinto posto con 23.675 stranieri, pari al 5,8% della popolazione provinciale. Seguono Agrigento, Siracusa, Caltanissetta ed Enna. Le nazionalità presenti in Sicilia sono 164, ma le prime dieci comunità rappresentano il 73% di tutti i residenti stranieri. La cittadinanza più numerosa è quella rumena con 45.348 persone, pari al 23% del totale. Seguono i tunisini (24.747), i marocchini (circa 15mila), gli srilankesi (12.435), i bangladesi (12.705), gli albanesi (11.463), i cinesi (7.223), i nigeriani (5.382), i filippini (4.701) e i polacchi, che chiudono la top ten. Il quadro geografico vede prevalere le provenienze europee, mentre la componente africana cresce fino al 35,6%. Stabile la presenza asiatica, mentre quella americana sale al 3,7%.

La provincia di Trapani, nel 2024, registra 22.032 residenti stranieri, pari al 5,3% della popolazione. Le comunità più numerose arrivano da Tunisia, Romania, Marocco, Bangladesh e Cina. I comuni con il maggior numero di presenze sono Marsala, Mazara del Vallo, Alcamo, Trapani e Castelvetrano. Campobello di Mazara, pur avendo un numero più contenuto di residenti, registra l’incidenza più alta: l’11,7% della popolazione è composta da cittadini stranieri, soprattutto lavoratori agricoli stagionali impegnati nella raccolta delle olive. Nel capoluogo, Trapani, vivono 2.497 stranieri: l’11,3% del totale provinciale e il 4,5% della popolazione comunale. Per quanto riguarda i permessi di soggiorno, a fine 2024 la Sicilia ne conta 140.365, con un aumento del 14,2% rispetto all’anno precedente. Il 47,4% dei soggiornanti proviene dall’Africa, il 31,8% dall’Asia, il 14,4% dall’Europa e il 6,3% dalle Americhe.

Tra i permessi in scadenza prevalgono quelli per motivi familiari, seguiti da lavoro, protezione e asilo. La provincia di Trapani registra 16.329 soggiornanti, 1.704 in più dell’anno precedente, con oltre la metà dei titolari in possesso di un permesso di lunga durata. Le acquisizioni di cittadinanza nel 2024 sono state 9.059, leggermente meno dell’anno precedente: il 25,2% riguarda naturalizzazioni per residenza, l’8,7% per matrimonio. È un quadro in movimento, che racconta un’Isola sempre più multiculturale e sempre più segnata da flussi che non sono temporanei, ma stabili e distribuiti sul territorio.

IL LAVORO

Il lavoro resta una delle chiavi fondamentali per capire la presenza straniera in Sicilia. I settori che accolgono più manodopera sono infatti quelli meno scelti dagli italiani.

Nel comparto domestico è occupato il 18,5% dei lavoratori stranieri, contro appena l’1% degli italiani. In agricoltura la distanza è ancora più marcata: il 30,3% degli stranieri lavora nel settore, contro il 6,1% degli autoctoni. Quasi la metà degli stranieri, il 49,3%, svolge lavori manuali non qualificati, mentre tra gli italiani la quota si ferma al 14,1%. Nei ruoli dirigenziali il divario aumenta ancora: li ricopre solo il 5,1% degli stranieri, contro il 34,9% degli italiani. Nonostante ciò, l’imprenditoria immigrata continua a crescere: nel 2024 in Sicilia si contano 30.852 imprese individuali con titolari nati all’estero. Le nazionalità più attive sono quella marocchina, tedesca, bangladese, cinese e tunisina.

La provincia di Trapani ospita 3.277 imprese straniere, pari al 6,3% del totale provinciale, con un aumento di cento unità rispetto all’anno precedente. Importante anche il quadro scolastico: nell’anno scolastico 2023-2024 gli alunni con cittadinanza non italiana sono 29.971, con un incremento di 1.233 rispetto all’anno precedente. Più della metà, il 53%, è nata in Italia. Il continente con più studenti è l’Africa, seguito da Europa, Asia e Americhe. Le province con maggior concentrazione sono Ragusa, Catania, Palermo e Messina, che insieme accolgono il 70% degli alunni stranieri.

La provincia di Trapani conta 2.916 studenti con cittadinanza non italiana: il 54,9% è nato in Italia. Le iscrizioni si distribuiscono tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. Alle superiori, gli studenti scelgono soprattutto tecnici e professionali, ma quasi un terzo frequenta i licei. Infine il sistema di accoglienza: al 15 novembre 2025 in Sicilia sono presenti 11.037 migranti. La metà abbondante, il 57,6%, è ospitata nei centri Sai, dove vengono garantiti percorsi di mediazione culturale, corsi di lingua e supporto all’inserimento lavorativo.

La Sicilia è, insieme al Molise, l’unica regione in cui prevale la seconda accoglienza rispetto alla prima. Nei Cas si trova il 39,1% delle presenze, negli hotspot il 3,2%. Il quadro complessivo mostra comunità sempre più radicate, che partecipano alla vita economica, sociale e scolastica dell’Isola. Una presenza che non è più soltanto un passaggio, ma una componente stabile della Sicilia di oggi e, soprattutto, di quella che verrà.

Chiara Conticello