Sono state firmate ieri pomeriggio, a Marsala, le convenzioni per l’esecuzione penale esterna e di messa in prova in provincia di Trapani.
Si tratta, in pratica, di convenzioni che permetteranno lavori di pubblica utilità nei casi di sospensione del procedimento con messa alla prova.
A firmare sono stati la presidente Alessandra Camassa per il tribunale di Marsala, il direttore dell’Ufficio Locale di Esecuzione penale esterna di Trapani, Rosanna Provenzano e i sindaci di Trapani e Mazara del Vallo, rispettivamente Giacomo Tranchida e Salvatore Quinci.
Già ad ottobre, erano state firmate delle convenzioni tra il Comune di Trapani e il Ministero di Giustizia, Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Trapani, con l’obiettivo di aprire la strada alla realizzazione della “Giustizia di comunità”, basata sul principio che la comunità offre sempre un’opportunità a chi ha commesso errori, poiché chi sbaglia ha il potenziale per il recupero e questa è una premessa costituzionale fondamentale.
In quel caso, il Comune si impegnava, insieme all’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Trapani, a creare occasioni concrete. In altre parole, a mettere a disposizione servizi che promuovano il bene comune, consentendo a chi è in esecuzione penale o messo alla prova, di mettere a frutto le proprie competenze a vantaggio della collettività.
«Questo rappresenta un nuovo paradigma della giustizia, noto come giustizia riparativa, che si concentra sulla riparazione, la riconciliazione e il ripristino dei legami spezzati da azioni malvagie. Oggi, grazie all’impegno della comunità e del Comune di Trapani, la giustizia di comunità diventa una realtà concreta – aveva dichiarato Rosanna Provenzano, direttrice Uepe Trapani -, rappresentando un passo importante verso un approccio attivo alla pena, in cui chi è coinvolto fa la sua parte per il bene di tutti, in un’ottica di ricostruzione, riconciliazione e riparazione, lontano da slogan vuoti ma con azioni concrete. Il prossimo passo, che ci vedrà coinvolti in un’altra convenzione con i Tribunali, consentirà ai soggetti coinvolti di scontare la pena in modo evoluto e civile, passando da un ruolo passivo a un coinvolgimento attivo a beneficio della collettività».


















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