Scomparsi: dati allarmanti in Italia

Di Pamela Giacomarro

Ogni giorno viene denunciata la scomparsa di ottanta persone in Italia. Sono stati complessivamente 29.315 nel 2023, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Quasi la metà sono state ritrovate.

Oltre quindicimila risultano ancora scomparsi. Dei ritrovati, 188 sono stati rinvenuti morti. Il 75% degli scomparsi sono minori. Di questi, oltre diciassettemila sono stranieri. In Sicilia si registra il maggior numero di denunce di stranieri scomparsi.

È quanto emerge dalla relazione annuale del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. A commentare i dati, che appaino parecchio allarmanti, l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la mamma della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo il 1° settembre del 2004. Un mistero lungo quasi vent’anni.

A nulla hanno portato le indagini, le diverse segnalazioni e ben tre processi. La piccola Denise sembra svanita nel nulla. “I dati pubblicati oggi dal Viminale accendono nuovamente il faro sul problema dei minori scomparsi – sottolinea all’agenzia di stampa La Presse Frazzitta – Il caso di Denise come tanti altri casi dovrebbero lanciare un allarme e far riflettere sulla necessità di gente capace di poter affrontare tematiche di questo genere.

Serve intervenire immediatamente con delle task force che purtroppo noi in Italia non abbiamo. Servono psicologi e criminologi e che le forze dell’ordine si mobilitino immediatamente –  prosegue Frazzitta ricordando anche il caso di Kata, la bimba di 5 anni scomparsa da Firenze il 10 giugno 2023 –  dove come nel caso di Denise Pipitone la matrice può rintracciarsi in matrice intrafamiliari o condotte amichevoli”.

In casi di scomparse e soprattutto quando si parla di minori per il legale “le prime 48 ore sono fondamentali se non approcciamo nel modo più corretto non ne verremo mai fuori da questi dati tragici”. In merito alla scomparsa di Denise e al fatto che nei giorni scorsi a Mazzara del Vallo è stato vandalizzato il murales che raffigurava la piccola, per Frazzitta non solo “è un fatto angosciante” ma “dimostra che c’è permanente e immanente all’interno di questa cittadina una condotta odiosa. Questo dovrebbe incuriosire gli inquirenti. C’è una condotta seriale, che dovrebbe farci porre delle domande”. Il legale assicura inoltre che si sta lavorando su una nuova pista. “Fin quando non abbiamo certezze – conclude – non posso dire di più”.