Il canale Reda e la Zes

Il progetto, previsto nell'ambito della Zes, che punta al potenziamento dei collegamenti tra il porto e l'area industriale.

di Mario Torrente

Il Comune di Trapani, attraverso il suo ufficio tecnico, ha chiesto di rivedere alcune parti del progetto. E tra i punti sollevati c’è anche il canale Reda.

Nella nota del 21 febbraio a firma del responsabile dell’ufficio tecnico Orazio Amenta e del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida l’amministrazione comunale di Trapani, oltre alla nuova strada prevista tra la via Libica e la via professore Giuseppe Salvo, chiama in causa anche un’altra questione, quella del canale Reda, dove in base al progetto dovrebbero essere convogliate le acque piovane drenate dalla strada. Ma il Reda non è un canale di drenaggio.

Si tratta infatti, di un antico corso d’acqua a servizio delle saline, il cui compito è quello di portare l’acqua del mare nell’entroterra verso le vasche per la coltivazione del sale. Come ricordato tra l’altro dalla direttrice della Riserva delle Saline Silvana Piacentino nel corso delle passate settimane nel corso di un incontro organizzato dall’associazione Erytrhos. È dunque un canale di salina, come si evince chiaramente dalla verifica delle quote del corso d’acqua, le cui pendenze vanno dal mare verso l’interno e non viceversa.
Entrambi i problemi evidenziati nella nota erano stati segnalati dall’ufficio tecnico del Comune, come ricordato nel documento a firma di Amenta e Tranchida che hanno quindi chiesto “di verificare se lo scarico di acque bianche della strada presso il canale Reda” sia compatibile “con la sua funzione attuale e se non occorra rimodellare invece il canale al fine di garantire il suo deflusso verso il mare e non viceversa”.

Ma c’è di più. Il progetto di potenziamento dei collegamenti previsto nell’ambito della Zes, si inserisce in un’area particolarmente sensibile dal punto di vista naturalistico, considerando la sua vicinanza con la Riserva delle Saline, ed interesserebbe anche siti della rete Natura 2000 con anche sottrazione di superficie, come sostenuto dall’ente gestore della Riserva delle Saline nel suo parere negativo. Ed infatti l’ufficio tecnico del Comune ha proposto di prevedere delle opere di compensazione, ovvero di realizzazione di una fascia di forestazione urbana sulla via Libica nell’area dove verrebbe spostata la pista ciclabile a seguito dell’ampliamento della strada, oltre che il proseguimento del percorso riservato a pedoni e ciclisti fino alla via Virgilio.

L’ultima richiesta avanzata dal responsabile del quinto settore Orazio Amenta e dal sindaco di Trapani Giacomo Tranchida riguarda, infine, il quartiere di Villa Rosina e punta a risolvere il problema del passaggio pedonale in prossimità della rotonda, opere che l’amministrazione di Palazzo D’Alì vorrebbe inserire nell’ambito della “piena funzionalità della strada Zes”, trattandosi di un “nodo stradale molto pericoloso che rallenta la circolazione stradale e che attualmente mettere in pericolo l’incolumità dei passanti”. Una delle soluzioni prospettata a suo tempo dal primo cittadino è la realizzazione di un sovraPpasso comunale nei pressi della rotonda in modo da permettere ai cittadini di potere attraversare lo scorrimento veloce in sicurezza andando a piedi o in bicicletta, entrando ed uscendo dal quartiere di villa Rosina senza attraversare direttamente la carreggiata incrociando così il traffico del mezzi.

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La nuova strada per la Zes, il Comune di Trapani chiede alcune modifiche

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