Inferno di fuoco

3500

di Mario Torrente

E’ stato un autentico inferno di fuoco con le fiamme che hanno divorato ettari di macchia mediterranea, risalendo lungo i costoni rocciosi che si affacciano sul golfo di Macari, uno degli scorci più belli del Trapanese, arrivando a minacciare la Riserva di Monte di Cofano. L’incendio è partito da Frassino, località che si trova tra Castelluzzo ed il territorio di Custonaci, con le fiamme che si sono dirette verso Scaletta Frassino spinte dal forte vento di Scirocco. Il rogo è praticamente arrivato alle porte della Riserva, con le fiamme che avrebbero dunque potuto avvolgere questa autentica oasi naturalistica. E che ieri hanno circondato nel villette della zona del Tuono, con il fuoco che in alcuni casi è entrato dentro il perimetro delle abitazioni. A quanto pare, non facendo molti danni grazie alla presenza delle squadre di spegnimento, a partire dai vigili del fuoco, forestali e volontari della Protezione Civile. Per fermare l’avanzata delle fiamme si è però necessario l’intervento di un canadair. Ma i ripetuti lanci aerei non sono riusciti a domare del tutto il vasto incendio, con il fuoco che ha continuato a bruciare macchia mediterranea anche di sera. Risparmiando però la Riserva di Monte Cofano. Ma con l’arrivo del buio nel territorio di Custonaci si è verificata una autentica escalation di roghi, prima a piano Alastre, vicino alla zona industriale della città del marmi, e quindi sempre ad un tiro di schioppo dalla montagna di Cofano. Un secondo grosso incendio è divampato successivamente sotto il cimitero di Custonaci. L’allarme è poi scattato nel territorio valdericino, nei pressi dell’arco del Cavaliere, dove sono intervenuti i volontari della associazione Sos Valderice, che nel pomeriggio erano stati con i loro mezzi a Frassino. L’incendio vicino all’Arco del cavaliere è stato spento grazie all’utilizzo della autobotte da sette mila litri dell’associazione di Protezione Civile valdericina. Ma poco dopo essere riusciti a domare le fiamme, i volontari si sono accorti della presenza di un altro incendio a rio Forgia, con diversi punti fuoco su entrambe le parti della strada provinciale prima del ponte. La sp 20 si è così ritrovata circondata dalle fiamme. Un inferno di fuoco, che ha visto impegnati vigili del fuoco, forestali e volontari fino a notte fonda. Poi, attorno all’una è arrivata, quasi provvidenzialmente, la pioggia, che ha spento gli ultimi focolai. Lasciando ettari ed ettari dell’Agroericino completamente anneriti. Con zone bellissime devastate e tanto verde anche questa volta ridotto in cenere. Come ovvio, vista l’escalation dei roghi ed i diversi punti fuoco spuntati praticamente nella stessa zona, tutto lascia pensare alla mano criminale dei piromani. Alla fine resta la conta dei danni. E l’amarezza per tutto il patrimonio ambientale devastato. Anche questa volta. Per l’ennesima volta.