Sarà incardinato il 5 luglio prossimo, innanzi la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo, lo stralcio del processo Scrigno che è stato celebrato con rito abbreviato nel novembre scorso innanzi il GUP di Trapani.

Al termine di quelle udienze il Il GUP, Filippo Serio condannò 14 dei 18 imputati a pene complessive per 80 anni e 4 mesi di carcere. Come si ricorderà l’operazione Scrigno fu condotta dai carabinieri del comando Provinciale di Trapani e coordinata dalla DDA di Palermo, e portò alla luce una serie di rapporti tra mafia, politica ed imprenditoria.

Complessivamente gli indagati furono 29 quasi tutti presenti in massa nelle intercettazioni soprattutto per il loro adoperarsi durante il voto regionale del novembre 2017. In 18 tra essi scelsero il giudizio abbreviato, mentre altri 11, tra questi l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello, hanno scelto il rito ordinario iniziato da alcuni mesi innanzi il tribunale di Trapani.

Innanzi al Gup furono condannati, tra gli altri, Francesco Orlando e i fratelli Francesco e Pietro Virga, ritenuti dagli investigatori esponenti di spicco della famiglia mafiosa trapanese. Condanna anche per l’imprenditore trapanese Ninni D’Aguanno, coinvolto in una presunta compravendita di voti in favore della moglie, Ivana Inferrera, candidata alle elezioni regionali.

Quest’ultima però fu assolta da ogni accusa e assolti in quel primo grado di giudizio anche Tommasa Di Genova, Carmelo Salerno e Francesco Todaro, questi ultimi uomini politicamente vicino a Paolo Ruggirello, tutti e quattro per “per non aver commesso il fatto”.