Fratelli d’Italia punta alla doppia cifra anche in Sicilia stavolta. La polarizzazione del voto sui simboli nazionali dovrebbe favorire i partiti che i sondaggi danno avvantaggiati in questi giorni. Su tutti, il PD e proprio i meloniani. È molto probabile che i voti di lista saranno assai maggiori delle preferenze espresse sui singoli candidati nelle varie province. Dunque, anche in provincia di Trapani. Qui le candidature che si sfideranno per un seggio all’Assemblea regionale Siciliana sono sostanzialmente tre: il sindaco di Partanna Nicola Catania, l’ex primo cittadino di Custonaci Peppe Bica ed il deputato uscente Sergio Tancredi, eletto cinque anni fa con i 5 Stelle poi passato al gruppo Attiva Sicilia a sostegno del Presidente Musumeci. Fedelissimo dell’ex Governatore, il parlamentare mazarese avrebbe dovuto correre con Diventerà Bellissima, progetto sfumato nel nulla dopo la scelta della coalizione di puntare su Renato Schifani. Adesso, anche lui – così come i tanti grillini benedetti dallo tsunami pentastellato malpancistico verso la “vecchia” politica della scorsa tornata – dovrà dimostrare di saper correre con le proprie gambe senza il doping del comico genovese. I primi due, però, sono decisamente più strutturati; il primo cittadino del Belice ha amministrato bene ed è da tempo che prepara l’assalto a Sala d’Ercole. Bica, invece, ha scelto all’ultimo minuto di correre per il Parlamento Regionale ma ha sempre dimostrato di avere i voti sul proprio territorio ed avrà, stavolta, anche il sostegno dell’ex parlamentare Livio Marrocco. In pancia potrebbero avere comodamente quelle 4 mila preferenze che potrebbero anche bastare visto che Fratelli d’Italia sarà sicuramente il partito con più voti di lista nel centrodestra, dunque trainando “la cinquina” a quei 13/14 mila voti ritenuti la soglia minima per accedere all’ARS in provincia. Poi, le due quote rosa: la marsalese Antonella Pantaleo e Rita D’Antoni di San Vito Lo Capo. La loro è una mera candidatura di servizio e sarà tutto grasso che cola per ciò che porteranno nelle urne il prossimo 25 settembre. In sintesi, i 3 candidati potrebbero pure avere preferenze non sufficienti per far scattare un seggio in provincia di Trapani; tutti i commentatori politici, tuttavia, sono certi che l’effetto traino del voto nazionale farà schizzare in doppia cifra anche a queste latitudini il simbolo nazionale con tanto di fiamma tricolore nel logo.
Domani, invece, parleremo della lista Popolari ed Autonomisti che ha come protagonista in provincia l’ex Senatore Nino Papania col “suo” movimento Via in prima linea nella corsa per un seggio all’ARS.
Fratelli di…Sicilia
Questa volta i meloniani puntano al risultato grosso sull'isola, contando soprattutto sull'effetto traino delle Politiche.


















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