Nuovo Dpcm, come si fa per i Comuni di Trapani ed Erice?

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Panorama su Trapani dal Santuario di Sant'Anna. (Foto Mario Torrente)

di Mario Torrente

I divieti scattati con la zona arancione in Sicilia hanno finito col riproporre l’annosa questione dei confini tra i comuni di Trapani ed Erice.

Il base all’ultimo provvedimento del governo nazionale per contrastare la diffusione del covid 19, da domani e fino al 3 dicembre e salvo novità nelle prossime settimane, in Sicilia non sarà possibile spostarsi tra comuni, salvo che per motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Ci sarà dunque bisogno dell’autocertificazione come per il lockdown scattato lo scorso marzo. Anche per comuni limitrofi che di fatto ricadono nella stessa macroarea, come nel caso di Trapani ed Erice, che di fatto fanno parte di un unico centro urbano, con la immaginaria linea di confine che passa dalle stesse strada, dividendo gli stessi agglomerati in due: da un lato c’è Trapani, dall’altro c’è Erice. Con i cittadini che si spostano da una parte all’altra per i più svariati motivi. Impossibile catalogarli tutti, visto che si va dalla spesa che si va fare nel supermercato che si preferisce, per comodità, convenienza o quant’altro, all’esigenza di andare dai propri genitori, fino alle cose da sbrigare negli uffici. O la semplice attività fisica, come la corsa o andare a fare sport in un impianto che si trova nell’altro comune. Le due città vengono vissute in maniera uniforme, anche se da un punto di vista amministrativo sono divise in due. Ed in base al dpcm annunciato ieri sera da Conte, da domani gli spostamenti tra i due territori, anche di fatto fanno parte dello stesso tessuto urbano e sociale, saranno limitati, e sempre autocertificazione alla mano. Lo scorso marzo i sindaci Tranchida e Toscano sottoposero la questione al prefetto. Ci fu una certa flessibilità, ma sempre restando nell’alveo della continuità territoriale e dei motivi validi per giustificare il passaggio da un territorio all’altro. Come ovvio, adesso i residenti trapanesi e quelli ericini sono tornati nella confusione dei paradossi dei confini tra i due Comuni. Serve un chiarimento come nei mesi scorsi. Tant’è che in queste ore i sindaci sono tornati a chiedere una soluzione elastica al prefetto Tommaso Ricciardi che consenta una sicura mobilità intercomunale cosi come è avvenuto durante il lockdown, senza il rischio di incorrere in sanzioni da parte della forse dell’ordine. Dunque si attendono risposte da parte di Palazzo del Governo. E secondo quanto fatto sapere dal sindaco Tranchida già entro oggi il prefetto dovrebbe affrontare questa problematica in modo da capire come sarà possibile muoversi tra i due comuni. Divisi da un punto di vista amministrativo che ricadono però nello stesso centro urbano.