Torna agli arresti domiciliari l’ex deputato Giovanni Lo Sciuto

Il tribunale del riesame di Palermo, dopo un ricorso per Cassazione dei PM trapanesi, rivede il suo pronunciamento e dispone una nuova misura cautelare per l'indagato

416

Giovanni Lo Sciuto torna agli arresti: domiciliari. L’ordinanza di misura cautelare è stata notificata all’ex deputato regionale dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani. L’ha emessa il Tribunale del Riesame di Palermo nell’ambito del complesso procedimento giudiziario scaturito dalla operazione dei carabinieri Artemisia, coordinata da questa Procura della Repubblica di Trapani. Il 21 marzo 2019 Lo Sciuto fu arrestato insieme ad altre 26 persone, indagate a vario titolo per corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio ed associazione a delinquere secreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione (in violazione della c.d. legge Anselmi). Lo Sciuto qualche tempo dopo era tornato in libertà, come altri indagati, su decisione dello stesso Tribunale del Riesame di Palermo, che si espresse sull’incompetenza del Giudice delle Indagini Preliminari di Trapani, a favore di quello del Tribunale di Palermo, ritenendo che il reato più grave, tra quelli contestati ai 27 indagati, fosse stato consumato nel capoluogo. Sulla base di questo assunto il Tribunale del Riesame di Palermo, pur confermando la gravità indiziaria di numerosi capi di imputazione nei confronti di Lo Sciuto (tra cui la corruzione con Paolo Genco – legale rappresentante dell’ente di formazione A.N.F.E. – e Rosario Orlando – già responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS), aveva ritenuto non sussistente il requisito dell’urgenza della custodia cautelare in carcere. Contro tale decisione la Procura della Repubblica di Trapani aveva proposto ricorso presso la Suprema Corte di Cassazione che dopo diversi pronunciamenti su tutti gli indagati, con sentenza a Sezioni Unite del 23 aprile 2020, riconosceva al “Pubblico Ministero l’interesse ad impugnare il provvedimento con il quale il Tribunale del Riesame, rilevata l’incompetenza del Giudice per le Indagini Preliminari, annulli per carenza delle condizioni di applicabilità, l’ordinanza con cui quello stesso Giudice ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere”.In funzione di questa sentenza il Tribunale del riesame, in diversa composizione, ha valutato nuovamente la posizione di Lo Sciuto disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari. Come si ricorderà l’ipotesi dei PM trapanesi è che l’ex deputato regionale avrebbe commesso una serie di reati ai danni dell’INPS, riuscendo a fare riconoscere false posizioni di invalidità, allo scopo di ampliare la sua base elettorale, in vista delle varie elezioni, e di conseguenza il proprio potere politico.