Luglio Musicale trapanese: la versione di De Santis

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L’ex Direttore artistico risponde alla nota stampa diramata dal CdA dell’Ente teatro di tradizione trapanese

Abbiamo chiesto a Giovanni De Santis una replica sulla questione resa pubblica dal CdA dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, in merito al contenzioso fra le parti.

Ecco cosa ci ha detto De Santis.

“Rispondo soltanto perché mi viene chiesto di replicare e non perché intenda prestarmi al baccano che altri prediligono. Dico soltanto che chi mente deve avere buona memoria o conoscenza dei fatti e non è certamente questo il caso. Infatti, i documenti agli atti del Luglio Musicale smentiscono in maniera categorica l’asserito “rinvio al mittente” in sede transattiva, affermato dall’Avvocato Pietrafitta e dal suo Presidente.
Ciò detto, se non mi stupiscono certi errori dovuti alla totale inesperienza in materia teatrale dell’Avvocato Pietrafitta, mi sorprende il fatto che Egli abbia violato il dovere di riservatezza che deve caratterizzare la fase stragiudiziale della mediazione. Di ciò si sta già occupando il mio legale.
Mi sorprende anche come il cda e l’Assemblea dei soci dell’Ente si siano limitati a prendere atto delle decisioni della “parte pubblica” (alias sindaco Tranchida) dalle quali potrebbero scaturire maggiori esborsi per il Luglio, così come accadde per altre scelte temerarie di Tranchida in materia di contenzioso.
E se è vero non c’è due senza tre, dopo le clamorose sconfitte nelle cause che videro contrapposta la vecchia amministrazione comunale di Erice, rispettivamente al Consorzio Universitario e all’azienda alla quale fu commissionata la celeberrima pista ciclabile rossa, ho ragione di ben sperare per i contenziosi che mi riguardano.
Va da sé che se per il Consorzio Universitario e per la pista ciclabile ha pagato Pantalone collettività, qualora analogo epilogo dovesse scaturire da questa vicenda, mi adopererò con tutte le mie forze affinché per il relativo danno erariale paghino tutti i responsabili, tanto quelli che hanno avuto un ruolo attivo quanto quelli che vi abbiano contribuito con la loro supina accondiscendenza”.