Il nome di Franco Luppino, tornato in carcere nella notte nel blitz che ha coinvolto altre 69 persone, è la figura di maggiore spicco. Considerato un fedelissimo di Matteo Messina Denaro sarebbe stato l’anello di collegamento tra il latitante e le famiglie di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e Marsala.

Secondo il collaboratore di giustizia Andrea Bonaccorso, Luppino era in auto con Messina Denaro il giorno in cui, nel novembre del 2007, a Giardinello, fu arrestato Salvatore Lo Piccolo, boss di San Lorenzo e potenziale successore di Totò Riina. Luppino e Messina Denaro, secondo il racconto del pentito, avrebbero visto l’elicottero della polizia ed avrebbero fatto marcia indietro. Un racconto confermato da un altro collaboratore, Pino Scaduto, boss di Bagheria legato a Messina Denaro, che avrebbe riferito a Bonaccorso che a quell’incontro avrebbero dovuto esserci Messina Denaro e Luppino.

Quest’ultimo, scarcerato dopo l’operazione Eden, avrebbe ripreso le fila delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e Marsala, oltre e riprendere i rapporti dell’area trapanese con esponenti apicali di cosa nostra palermitana. Luppino che sarebbe una sorta di braccio operativo dello stesso Messina Denaro, secondo i carabinieri avrebbe designato il reggente della decina di Petrosino; avrebbe chiesto conto della nomina del reggente del mandamento di Mazara del Vallo, rimasto vacante  dopo l’operazione della DDA ANNO ZERO. Stesso interesse, dicono i carabinieri, Luppino avrebbe manifestato per la successione al vertice di cosa nostra marsalese.