Turano stravince contro la Lo Curto

La parlamentare marsalese, staccatissima dall'assessore alle Attività Produttive, resterà fuori dalla prossima Assemblea Regionale Siciliana.

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C’è poco da dire…, Mimmo Turano è stato il vero vincitore di questa tornata elettorale. Piaccia o non piaccia, le ha azzeccate tutte, politicamente parlando, a questo giro. Non trovando più spazi nell’area centrista, casa naturale del politico alcamese, è salito a Roma il giorno dopo ferragosto per andare a stringere un patto di ferro con lo stato maggiore leghista, ribadendo loro la sua fede democristiana incrollabile. Poi, la strategia di fino: datemi un posto papabile al Parlamento Nazionale che vi porto in dote il seggio della provincia di Trapani, strategico per superare lo sbarramento del 5% regionale. Così, ha potuto usare il suo disegno politico come specchietto per allodole ai vari Eleonora Lo Curto e Pietro Marino. Missione compiuta. “Prima l’Italia” supera lo sbarramento ed ottiene il seggio trapanese. Non solo…, l’assessore regionale alle Attività Produttive è stato il recordman delle preferenze in provincia con oltre 7100 voti. Un risultato parzialmente inaspettato visto che in tanti davano per “difficile” la sua corsa in un partito distante dal proprio elettorale naturale, storicamente moderato. Ed, invece, Turano ha avuto ancora una volta ragione, sbancando, fra l’altro, nella città natale con 2850 preferenze. Con un risultato del genere sarà naturalmente candidato a rappresentare la Lega nel prossimo Governo del neo Presidente Renato Schifani. Dietro di lui, Eleonora Lo Curto di oltre due mila preferenze. L’ormai ex deputata regionale, comunque, migliora di molto il proprio risultato personale rispetto alla scorsa tornata; 5 mila preferenze rispetto ai poco più di 2 mila di cinque anni fa. Ancora una volta, tuttavia, “la sua” Marsala non la premia, anzi. Arriva quarta, staccata di oltre mille voti dal presidente del Consiglio Comunale, Enzo Sturiano e dal collega d’aula Stefano Pellegrino ed, addirittura, superata anche dalla democratica Linda Licari. Di cento voti, “senza apparati alle spalle ed assessori di riferimento in giunta” come ha voluto sottolineare l’ex consigliere comunale Dem, una volta saputo l’ottimo risultato in città. Insomma, l’ennesima capriola politica alla ricerca della lista “su misura” che questa volta l’ha portata alla Lega, dopo autonomisti vari, UDC ed area forzista, non ha funzionato a questo giro. Una scelta surreale visto che appena tre anni fa aveva additato il suo leader di “celodurismo razzista” in occasione di uno dei tanti “sbarchi disperati di migranti”; non solo, la Lo Curto stigmatizzò il comportamento di Matteo Salvini per la sua “sordida campagna contro l’uomo per esclusivi fini elettorali demonizzando l’immigrato con la sua disumana ed inquietante propaganda. E questo deve far riflettere”, chiosava nell’occasione la deputata marsalese. Il tempo di uno spiraglio politico per mero tornaconto elettorale e la riflessione, evidentemente, l’ha portata a dimenticarsi di un passato e di un presente che non ha certo cambiato il leit motiv salviniano in quanto a politiche dell’accoglienza così come, più in generale, verso il meridione tutto. A differenza di altre tornate elettorali, però,  la Dea bendata non è stata dalla sua parte…, seguire Turano nella speranza dell’opzione romana del politico alcamese è stato inutile. Terzo, il mazarese Pietro Marino con duemila voti, quattrocento in più del candidato di Castelvetrano Francesco Lombardo. Ma loro due sono stati più che altro contorno della strategia organizzata con successo dal parlamentare che sbarcherà per la sesta volta a Sala d’Ercole.