Tartamella aveva ragione

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La ricostruzione del giornalista sulla vicenda del Trapani calcio, risalente al 2019, secondo la magistratura è stata riferita in maniera corretta. Archiviata la querela del presidente di Alivision Luigi Foffo che aveva pervicacemente chiesto il giudizio.

La parola fine su questa triste vicenda è finalmente arrivata. Era solo questione di tempo. Il tribunale di Catania ha definitivamente archiviato il procedimento a carico del giornalista e collega Fabio Tartamella accusato di diffamazione a mezzo stampa. Era il 2019, il Trapani Calcio era in mano a Fabio Petroni e ad Alivision e la situazione non era delle più rosee e sulle pagine de La Repubblica di Palermo, Fabio Tartamella scriveva di un incontro che si era tenuto tra i rappresentanti di Alivision e l’ex proprietario Maurizio De Simone. Incontro che realmente si tenne ma non partecipò Fabio Petroni. L’indomani, sullo stesso giornale, Tartamella provvedeva a rettificare. Evidentemente questo non bastò, e la Alivision con Luigi Foffo querelò per diffamazione il giornalista. Inoltre, sempre all’interno di quell’articolo, venivano evidenziati dei dubbi circa le reali capacità economiche della società granata, dubbi che il tempo ha detto essere assolutamente fondati, visto come è andata a finire la storia. Il gip di Catania già a gennaio aveva archiviato la vicenda, a favore del giornalista, provvedimento a cui Luigi Foffo aveva fatto ricorso. Ora è arrivata la decisione definitiva: non c’è stata lesione della reputazione della società.

Questo è quello che successo.

Dal punto di vista personale, questa non è solo la vittoria di Fabio Tartamella, professionista giusto ed esemplare, capace di fare il suo lavoro anche quando girare la faccia dall’altra parte sarebbe stato più semplice. E’ la vittoria non solo di chi ha continuato a stimarlo, come è giusto che sia, ma anche di chi ha a cuore la verità, contro chi ha avuto anche l’ardire di querelare un giornalista trapanese, non perché non ne avesse il diritto, per carità, ma perché l’imperfezione era già stata rettificata e perché il contenuto si è dimostrato purtroppo profetico. E’ sembrato uno sgarbo, un qualcosa di troppo, nei confronti di chi aveva detto la verità e nei confronti di una città già alle prese con un triste epilogo. Insomma una piccola rivincita, che chiaramente non cambierà la realtà delle cose, ma che sancisce chi sta dalla parte del giusto e chi no.

Stefania Renda