La Commissione europea ha invia all’Italia la lettera di messa in mora relativa al rinnovo automatico delle concessioni balneari, chiedendo di «garantire trasparenza e parità di trattamento» nell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Bruxelles ritiene che la normativa italiana in materia «sia incompatibile con il diritto dell’Ue e crei incertezza giuridica per i servizi turistici balneari, scoraggi gli investimenti in un settore fondamentale per l’economia italiana, causando nel contempo una perdita di reddito potenzialmente significativa per le autorità locali italiane». La norma italiana a cui la Commissione Ue fa riferimento è la 145/2018, che ha disposto l’estensione delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2033.

La deputata di Attiva Sicilia, Valentina Palmeri, prendendo spunto dalla messa in mora dell’UE, ricorda che proprio in aula all’ARS, nel corso di approvazione della legge regionale di recepimento della legge nazionale, aveva denunciato quanto eccepito oggi dalla commissione presentando una pregiudiziale. In quella occasione l’onorevole Palmeri aveva sottolineato come la norma nazionale fosse in contrasto con i principi del diritto comunitario. «La estensione automatica ex lege delle concessioni demaniali marittime – scrisse la deputata regionale alcamese – oltre a determinare una disparità di trattamento degli operatori, mediante una preclusione e/o ostacolo alla gestione dei beni demaniali oggetto di concessione, viola i principi del diritto comunitario di tutela della concorrenza (direttiva Bolkestein sulla concorrenza – n.2006/123/CE)».

«Adesso – commenta Palmeri – si aprirà un dibattito che non demonizzi i tanti piccoli gestori ma che garantisca a tutti l’accesso al mare?». «Non mi sento un’ambientalista estremista, ma opero nella consapevolezza che è scaduto da molto il nostro tempo a disposizione per invertire una marcia da politiche dissennate che non mettono la qualità e la salute degli ecosistemi al primo posto. Questo approccio mi ha portato in maniera naturale ad aderire e collaborare con Europa Verde e con i rappresentanti istituzionali e politici dei Verdi in Europa – continua Palmeri – e tale collaborazione, non solo non farà venire meno il sostegno ad Attiva Sicilia, ma anzi sarà un mio ulteriore contributo alle battaglie di natura ambientale che già Attiva Sicilia si era intestata».

La svolta “Verde” di Valentina Palmeri

Il comunicato di Valentina Palmeri oltre a porre nuovamente la questione delle concessioni demaniali all’attenzione dell’ARS e della opinione pubblica, ha in sé dei contenuti politici. La deputata alcamese, di fatto, si dichiara vicina ai movimenti verdi europei e lo fa esplicitamente: «I temi in cui credo – scrive – sono punti portanti della famiglia Verde europea, che mi ha accolto e con cui ho un rapporto diretto sia con Vula che con Alexandra Geese, donne splendide, che dimostrano il diritto delle donne stesse di non essere considerate soluzioni da serie B. Non chiederò mai a nessuno se iscritto ai Verdi o ad Attiva Sicilia per portare avanti temi di giustizia sociale o di ambiente. Sulle battaglie e visioni comuni non ho pregiudiziali politiche a fare un pezzo di strada insieme, senza confondere ruoli e principi inderogabili. A tutti coloro che si sono impegnati nell’ambientalismo sociale e a tutela dei beni comuni e che volessero riprendere quella stessa strada di sempre che avevamo percorso assieme dico di non avere timore o remore a collaborare con noi, noi lo stiamo già facendo su svariate tematiche ambientali e sociali con cittadini, associazioni e rappresentanti di varie realtà».