San Nicola e le origini di Babbo Natale

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di Mario Torrente

C’è stato un tempo in cui, nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre, i bambini aspettavano i regali portati da San Nicola, con il suo vestito rosso, il bastone, la barba ed i guanti bianchi. Era chiamato il Santo dei doni ed ancora oggi è festeggiato in molte località italiane, a partire da Bari, dove è Patrono. Ma è assai popolare anche in diversi paesi europei. In Germania è Nikolaus mentre in Olanda è conosciuto come Sinterklaas. E furono proprio i coloni olandesi a portare in America, a New York, la tradizione di Sinterklaas, diventato poi Santa Claus. Oggi meglio noto come Babbo Natale. Le cui origini sono da ricercare proprio in San Nicola e nel suo sacco pieno di doni che portava ai piccini. Ma a patto che fossero stati buoni.

La storia di San Nicola inizia a Mytra, in Turchia per attraversare, poco dopo l’anno mille, il Mediterraneo e sbarcare a Bari. Dove sono conservate alcuni sue reliquie. Altre si trovano invece a Venezia. La sua fama, alimentata dal racconto di tanti miracoli, molti incentrati sui bambini, nei secoli si diffuse in tutta Europa, dove mise radici l’usanza di fare doni ai bambini il 6 dicembre. Anniversario della sua nascita . Con l’avvento del Protestantesimo, nel Nord Europa San Nicola diventò “Claus”. Variante proprio di Nicola. Nell’Ottocento, in America, l’uomo con la barba bianca, vestito di rosso, prese infine il nome Babbo Natale. Ma tutto ebbe origine dalla storia del vescovo di Mytra che, secondo la tradizione, salvò tre fanciulle dalla prostituzione donando al padre delle ragazze del denaro per la loro dote. Permettendo così di farle prendere in sposa. Le tre sfere gialle presenti nelle sue rappresentazioni ricordano proprio questo episodio. Sono le famose doti di San Nicola. Un’altra storia narra invece di quanto il vescovo di Myra salvò tre fanciulli.

Oggi si celebra proprio la ricorrenza di San Nicola ed a Trapani per tutta la giornata è stato possibile ammirare la sua statua esposta davanti la porta laterale della protobasilica. Una delle chiese più antiche e cariche di storia della città dove è possibile visitare le catacombe dove, davanti ad un loculo, si vede chiaramente una piccola immagine di San Nicola. Sono le uniche catacombe presenti a Trapani che è possibile visitare. Tra l’altro perfettamente restaurate. Dove è possibile, scendendo poco sotto il grande pavimento dell’edificio religioso, fase un salto nel passato di ben mille e cinquecento anni.

Le origini della protobasilica risalgono infatti al 536 dopo Cristo, anno in cui il generale Belisario costruì una chiesa di rito greco, successivamente intitolata all’Ascensione. Nel quattordicesimo secolo la chiesa fu intitolata a san Nicola per iniziativa della famiglia Chiaromonte. La fondazione della parrocchia risale al 1352 mentre nel 1558 fu fregiata del titolo di protobasilica. Nel 1612 venne realizzato l’organo a canne mentre nel 1748 la chiesa prese l’attuale aspetto con i lavori eseguiti a cura dell’architetto Giovanni Biagio Amico. Nel 1770, durante i lavori, venne ritrovato un bronzetto votivo a Nettuno raffigurante un delfino. Sembrerebbe infatti che la chiesa venne costruita sopra le rovine del tempio di Nettuno. Nel 1792 San Nicola venne eletto compatrono della città di Trapani. Tra le altre cose, la protobasilica di San Nicola nel 1844 fu in lista per diventare cattedrale di Trapani.
Dunque una chiesa carica di storia e fede, da dove sono passati anche sovrani, come l’imperatore Carlo V che a Trapani, tra l’altro, portò la stupenda fonte battesimale in marmo africano proveniente da Tunisi. Faceva parte del suo bottino di guerra e resto in città, proprio dentro la chiesa di San Nicola, dove ancora oggi si può ancora ammirare assieme a tanti altri “tesori” che fanno parte di questa capsula del tempo che, attraversando due mila anni di storia, ci porta indietro alle origini di Trapani quando, in questo punto sorgeva il tempio di Nettuno e dove oggi invece c’è il Santo dei doni, protettore dei bambini. A cui portava regali e dolcini. Oggi lo chiamano Santa Clauss o Babbo Natale. Ma il carico di amore e sogni portato in quel grande sacco pieno di regali per i più piccoli resta sempre lo stesso.