di Mario Torrente
A 14 anni dall’approvazione di una apposita norma da parte del Parlamento, adesso si sta tornando a parlare dell’istituzione del Parco delle Egadi e del litorale trapanese.
L’area protetta è prevista da una legge del 2007, la stessa che nel 2016 ha permesso di fare nascere il Parco di Pantelleria. Ma quello che dovrebbe comprendere la fascia costiera della provincia di Trapani, estendendosi anche nel mare delle Egadi, è rimasto solo su carta. Per sollecitare la ripresa dell’iter per l’istituzione del Parco lo scorso anno quattordici sindaci della provincia, su iniziativa di Massimo Fundarò, hanno firmato un documento, inviato al Ministero dell’Ambiente. Ma la richiesta non è stata sottoscritta dal sindaco delle Egadi Francesco Forgione, che ha manifestato forti perplessità, a partire da quel che riguarda l’Area marina protetta, ribadite nel corso del convegno organizzato da Legambiente, tenuto alla presenza del presidente nazionale Stefano Ciafani e di quello regionale Gianfranco Zanna.
I vertici dell’associazione ambientalista, dal canto loro, hanno lanciato l’idea di convocare un tavolo tecnico, puntando, quanto meno nella fase iniziare, sulla proposta fatta nel 2010 dalla allora Provincia regionale di Trapani che limitava il Parco all’arcipelago delle Egadi, alla Riserva delle Saline di Trapani e Paceco ed a quella dello Stagnone. In base a questa proposta, le due Riserve delle Saline e dello Stagnone verrebbero assorbite dal Parco nazionale. Discorso diverso invece , sempre secondo quanto prospettato da Zanna, per l’Area Marina Protetta delle Egadi.
Ma l’ipotesi di un Parco più piccolo, che non comprenda l’intero litorale trapanese da Castellammare del Golfo a Mazara del Vallo ma solo 4 Comuni, non piace al sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Per il primo cittadino del capoluogo bisogna infatti puntare ad un’area più vasta, chiamando in causa il documento inviato al Ministero, firmato da 14 sindaci, e rimandando al Comitato tecnico-scientifico la decisione sul perimetro e le limitazioni del Parco. Anche perchè alla fine spetterà alla Commissione, composta dai rappresentanti del Ministero dell’ambiente, dell’Ispra, dell’assessorato regionale Territorio e ambiente e del Libero Consorzio comunale, fare la proposta di Parco, individuandone l’area. Dopodiché scatterà una seconda fare, quello del confronto con i sindaci e le associazioni ambientaliste.
GUARDA IL SERVIZIO CON L’INTERVISTA A GIANFRANCO ZANNA


















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