La Procura di Trapani ha chiesto il rinvio a giudizio di 16 persone, attivisti di Organizzazioni non Governative che operano per il salvataggio in mare dei migranti. La tesi dell’accusa è che le ONG avrebbero favorito l’immigrazione clandestina operando come dei veri e propri taxi del mare. L’udienza in cui il GIP dovrà decidere sulla richiesta dell’accusa è in calendario per il prossimo 21 maggio. I sedici indagati sono componenti delle navi ONG, Juventa, Vos Hestia, Vos Prudence e esponenti di una società di  noleggio navi, la Vroon Offshore service, e ancora delle Medici senza Frontiere e Save the Children. Agli atti dell’inchiesta le note e i rapporti informatici del Servizio Centrale Operativo della polizia di stato, della Squadra Mobile di Trapani e della Guardia Costiera. Per i PM le ong sarebbero intervenuti in mare non su indicazioni di naufragi o di emergenze ma concordando dei veri e propri appuntamenti con le imbarcazioni dei trafficanti. I fatti contestati risalirebbero ad interventi operati tra l’estate del 2016 e l’estate del 2017. In almeno un caso agli atti dell’inchiesta vi sarebbe anche il rapporto di un agente dello SCO infiltrato a bordo di una nave ONG. Tra le accuse la riconsegna delle imbarcazioni con cui venivano effettuati i trasporti di migranti alle organizzazioni degli scafisti. Gli stessi PM però escludono che a fronte del favoreggiamento vi sia stato scambio di denaro tra equipaggi e trafficanti.