È ormai rottura totale tra il presidente dei Trapani Shark, Valerio Antonini, e il Sindaco Giacomo Tranchida.
Una frattura che non è più solo sportiva o gestionale, ma profondamente istituzionale.
Dopo settimane di tensioni, il 4 luglio è arrivata la dichiarazione che ha fatto saltare il banco: Antonini accusa apertamente il primo cittadino di un comportamento “volgare, diffamatorio e menzognero”, che avrebbe addirittura costretto il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, a intervenire per riportare un minimo di decoro.
Una denuncia durissima, che segna un punto di non ritorno nei rapporti tra la società sportiva più importante del territorio e l’amministrazione comunale.
Lo scontro tra il presidente dei Trapani Shark, Valerio Antonini, e il Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, ha raggiunto livelli senza precedenti. Al centro della polemica senza dubbio è stata la conferenza stampa del 4 luglio durante la quale Antonini ha ribadito la volontà di perseguire gli interessi del territorio con un’azione politica “responsabile” — dichiarazione che ha però suscitato la durissima reazione del primo cittadino.
Una risposta, quella di Tranchida, che Antonini non esita a definire “scomposta, volgare e diffamatoria”, tanto da chiamare in causa anche il Ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto pubblicamente per cercare di gettare acqua sul fuoco.
Secondo Antonini, il Sindaco avrebbe ormai adottato un modus operandi definito inaccettabile, utilizzando la comunicazione istituzionale per attacchi personali, “polemiche sterili” e — testualmente — “violazioni gravi del decoro istituzionale”.
E si ritorna a mettere in mezzo la questione legata all’uso del palazzetto dello sport di Trapani e, tra le altre, anche la problematica relativo al consumo di energia elettrica dello stesso impianto sportivo. Dal Comune viene fatta circolare una rendicontazione firmata dal dirigente Orazio Amenta, immediatamente pubblicata da alcune testate giornalistiche, nella quale viene evidenziato – a detta del Comune – il costo da addebitare alla società del Presidente Antonini il quale, però, a sua volta ha pubblicato la documentazione tecnica relativa a una controversia sui costi dell’energia elettrica, che, secondo il club, sarebbero stati indebitamente attribuiti alla società sportiva.
Il documento tecnico allegato — redatto da un esperto qualificato — dimostrerebbe infatti che durante il mese di agosto 2024, quando il Palashark era vuoto e la squadra in ritiro a Bormio, i consumi energetici erano riconducibili alla piscina comunale, non alla Trapani Shark.
Una prova che Antonini definisce “incontrovertibile” e che ribalta la responsabilità sull’amministrazione comunale. Ora, sottolinea, spetterà al Comune dimostrare il contrario nelle sedi opportune.

Antonini non risparmia toni durissimi, dichiarando che non replicherà oltre “alle banalità contenute nel comunicato delirante del Sindaco” e annuncia di essere pronto a portare avanti la battaglia fino alle estreme conseguenze per tutelare la verità e gli interessi della società.
E chiude con un attacco frontale: “Trapani merita di liberarsi dal Medioevo amministrativo in cui Tranchida ha trascinato la città”. E poi specifica di volere “convocare una anifestazione di protesta ufficiale contro l’amministrazione in una data tra la fine di Settembre e la metà di Ottobre”.
Ad organizzarla sarà certamente il nuovo soggetto politico che il Tycoon romano ha presentato nella conferenza stampa del 4 luglio, cioè “Futuro, Rinascimento Trapanese”. Un movimento civico che sta già riscuotendo ampi consensi fra la popolazione trapanese. Ed è proprio alla città, quindi ai trapanesi, che Antonini rivolge il suo appello: “La città che vuole il cambiamento potrà scendere in piazza a manifestare ed esprimere pacificamente il proprio pensiero su questo operato SCANDALOSO che sta distruggendo oltretutto quanto di bello era stato messo in piedi dallo Sport Trapanese. Sceglieremo un luogo simbolico di questo territorio per esprimere il NO a Tranchida e la sua amministrazione fallimentare. E sono sicuro che saremo una marea di Trapanesi del Fare e del Far Fare”.
Una dichiarazione durissima che sancisce un vero e proprio strappo tra l’amministrazione comunale e una delle realtà sportive più rappresentative del territorio. Ora la palla passa — non è un gioco di parole — alle sedi istituzionali e, forse, anche alla magistratura.
Intanto la città osserva, sempre più esasperata.


















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