di Fabio Pace

Il Gip del Tribunale di Torra Annunziata ha revocato la misura cautelare personale dell’obbligo di firma per l’animalista trapanese Enrico Rizzi. Il provvedimento era stato preso dalla magistratura campana a seguito della denuncia di un funzionario di polizia che imputò a Rizzi le accuse di manifestazione non autorizzata, disordini e violenze nei confronti delle forze dell’ordine. Da paladino degli animale, in poche righe, trasformato in uno scalmanato, facinoroso, incline alla violenza. L’accusa amareggiò Rizzi e fece infuriare i suoi numerosi followers. Ora il passo indietro a seguito della specifica richiesta del difensore di Rizzi e dell’interrogatorio di garanzia in seguito al quale il GIP ha ritenuto essere venute meno le esigenze cautelari. Dal giorno della notifica del provvedimento Rizzi ha dovuto recarsi presso una caserma dei carabinieri a firmare l’apposito registro. Durissima l’accusa nei confronti di Rizzi che secondo il PM, che ha espresso parere contrario alla revoca della misura, avrebbe agito in occasione di una manifestazione pubblica «senza alcuno scrupolo, palesando indifferenza alla legge e con un’indole di prepotenza ed arroganza verso la collettività, commettendo reati contro la sicurezza e l’incolumità pubblica e vi è un concreto pericolo di reiterare condotte criminose». I fatti risalgono al 2019 e riguardano un intervento di Rizzi a Sant’Agnello, in provincia di Napoli. L’animalista si era recato nel comune campano in seguito alla segnalazione di alcuni cittadini circa la presenza di una trentina di cani all’interno di un appartamento. Rizzi, oltre a dichiararsi completamente estraneo ai comportamenti indicati nei capi di accusa, ed in grado di dimostrarlo in sede di giudizio, ha pubblicamente ricordato e ribadito il suo pieno rispetto per il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura.