Vanda Grigani, 37 anni, accusata di aver accoltellato e ucciso Cristian Favara nella notte fra il 30 e il 31 ottobre dello scorso anno, comparirà il prossimo 25 ottobre innanzi il GUP del Tribunale di Trapani, Massimo Corleo, chiamato a decidere sul rinvio a giudizio. Vanda Grignani, attualmente detenuta presso il carcere Pagliarelli di Palermo, è difesa dall’avvocato Gianluca Calafiore, del Foro di Palermo; i genitori della vittima, parti civili, sono invece assistiti dall’avvocato Giuseppe De Luca del foro di Trapani.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, che indagarono nella immediatezza del delitto, Vanda Grignani avrebbe aggredito Cristian Favara al culmine di una lite. Il delitto maturò tra le mura domestiche, nella abitazione a piano terra dove i due convivevano, in via Avellone 14, nel centro storico di Trapani. La donna dopo che Cristian era uscito dalla finestra (visto che la porta sembra fosse stata chiusa a chiave) lo ha atteso al rientro, sempre dalla stessa finestra, armata di un coltello da cucina.
Gli investigatori avrebbero ricostruito le fasi dell’aggressione. Una prima coltellata avrebbe raggiunto Cristian Favara ad una mano, facendogli perdere la presa di una sedia con la quale avrebbe tentato di difendersi; una seconda coltellata, fatale, avrebbe colpito un punto vitale causando la rescissione di una arteria.
Sempre secondo la ricostruzione dei militari la donna avrebbe agito sotto gli effetti si stupefacenti (art. 93 c.p.). L’accusa di omicidio (art. 575 c.p.) tiene conto anche di un’altra circostanza aggravante. L’azione violenta di cui è accusata Vanda Grignani secondo il PM sarebbe stata compiuta nei confronti di persona stabilmente convivente, legata da relazione affettiva (art. 577 c.p.). Circostanza, quest’ultima, che prevede l’ergastolo.


















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