Mobilitazione per i pescatori bloccati in Libia

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Sit in sabato pomeriggio davanti alle prefetture siciliane.

Una giornata di grandi mobilitazioni sabato scorso. Mentre numerose marinerie italiane hanno fatto suonare le sirene dei loro pescherecci in segno di solidarietà con i marittimi sequestrati in Libia e le loro famiglie, aderendo ad un’iniziativa della Lega di Salvini, sabato pomeriggio  alcuni comitati per l’indipendenza della Sicilia hanno tenuto dei sit in davanti alle prefetture di Catania, Messina e Palermo. Con degli striscioni con la scritta “Liberateli” hanno manifestato per chiedere un intervento urgente, e non più prorogabile, da parte ai Governi Nazionale e Regionale.

Lo scorso primo settembre, i motopesca Medinea ed Antartide sono stati fermati dagli uomini del generale Haftar a 35 miglia a nord di Bengasi, in un’area di pesca che la Libia ritiene di sua esclusiva  competenza. Mentre dalla Farnesina le bocche continuano ad essere cucite sulle trattative avviate con la Libia, si ritorna a parlare del rimpatrio dei calciatori libici arrestati in Italia con l’accusa di essere degli scafisti e di aver procurato la morte di diversi migranti nel 2015 in cambio della liberazione dei pescatori siciliani. Dopo oltre 90 giorni, la disperazione e la preoccupazione delle famiglie è tanta.

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