Trapani, così finisce una storia d’amore (politico)

La crisi di maggioranza a Trapani è conclamata e, nelle ultime 24 ore, è andata acuendosi sempre più. Il banco è saltato a seguito della lite non solo politica fra l’assessore Peppe La Porta e il presidente del consiglio comunale Peppe Guaiana. I due, ormai ai ferri corti, hanno coinvolto l’intera maggioranza in un gioco di forza che, a occhio, lascerà qualche ferito sul campo.

Di Nicola Baldarotta

Guaiana è fuori dalla maggioranza. Lo è di fatto malgrado la sua dichiarazione che lo vuole ancora sostenere il programma di governo sottoscritto con il sindaco Tranchida e gli altri pezzi della coalizione. E, in ogni caso, sono proprio gli altri pezzi della coalizione che non lo considerano più parte del progetto. Glielo hanno detto chiaramente tramite il documento politico firmato da Salvatore Daidone, Alberto Mazzeo, Giulia Passalacqua e Giuseppe Virzì, nel quale ribadiscono le ragioni per le quali condividono la scelta di firmare il protocollo di intenti programmatici per il quinquennio 2023/2028 e, contemporaneamente, accusano Guaiana di sfuggire a questo impegno, andando a ricercare pretesti, andando dietro a evidenti strumentalizzazioni, avanzando pretestuose critiche o montando ad arte occasioni di polemica, che certamente non fanno il bene di nessuno ed anzi rappresentano il segno della debolezza politica di chi non pensa alla città ma solo a se stesso.
Un attacco diretto, quello mosso nei confronti dell’attuale presidente del consiglio comunale di trapani. “Probabilmente – scrivono i firmatari della nota politica – le aspirazioni personali hanno condotto il fibrillante consigliere ad essere “ostaggio”, lui si, delle richieste condizioni di quel partito del quale è ormai notorio componente e nel quale intende candidarsi alle prossime elezioni regionali”.

Una nota alla quale Guaiana ha risposto seraficamente ringraziando i Capigruppo Consiliari per gli Auguri circa il suo prossimo futuro politico e rassicurandoli sul fatto che lui, Guaiana, non si fa condizionare da niente e nessuno. “Le mie scelte sono libere e dimostrate fino adesso. NO ALLECATENE e NO AIBAVAGLI” conclude.

Ma se ai capigruppo ha risposto blandamente, è al suo ex compagno di avventure politiche che Guaiana dedica tempo e una nota articolata. La lite fra lui e Peppe La Porta assume i contorni della tenevola, sembra quasi di assistere alla fine dell’idillio fra Belen e Fabrizio Corona… e le parole volano grosse.

La Porta ha diffuso un comunicato stampa per spiegare la sua posizione contraria a quella di Guaiana. Nella nota afferma di essere stato leale nei confronti del movimento Amo Trapani il cui leader è Guaiana e di non aver mai fatto mancare il sostegno alla scelta del consigliere Guaiana di candidarsi alle elezioni regionali del prossimo autunno, anche nella lista di Fratelli d’Italia.

Ma, al pari – dice La Porta – si è sempre ritenuto imprescindibile rimanere fedeli al programma di governo civico sottoscritto con Giacomo Tranchida con l’unico obiettivo di pensare alla dimensione collettiva“. Secondo La Porta questa prospettiva non è stata condivisa dal consigliere Guaiana che viene definito “non pienamente libero di scegliere” e che, al fine di assecondare le sue mire individuali, ha chiesto al gruppo consiliare ed all’assessore La Porta in particolare, di disconoscere quanto sino ad oggi realizzato abbandonando la Giunta Municipale. Ed è lì che non è rimasta altra strada che interrompere il rapporto di collaborazione con Guaiana.

Il quale, stavolta con dovizia di particolari anche privati, racconta la rottura con La Porta da un altro punto di vista.

Con le sue scelte – dice Guaiana – il consigliere La Porta, Ex Assessore in carico alla Lista Amo Trapani ha sancito la rottura dei nostri rapporti politici e forse pure umani e non è la prima volta che gli capita. Questo suo giustificarsi non fa altro che rafforzare in tutti la convinzione che le sue scelte non abbiano nulla di programmatico bensì mirano esclusivamente alla comoda poltrona assessoriale”.
E ricorda a La Porta che fu proprio lui, Peppe Guaiana, a difenderlo dagli attacchi del sindaco Tranchida che lo voleva cacciare dalla giunta.
Rimanga inchiodato all’incarico e si guardi bene le spalle, perché le pacche che adesso le danno, potrebbero diventare presto metaforiche coltellate da parte delle altre liste che ambiscono legittimamente al suo posto assessoriale”.

Una rottura che sembrava impossibile ai più, quella fra Guaiana e La Porta, e che invece – come nelle migliori storie d’amore raccontate nelle riviste dedite ai chiacchiericci – è finita. A fischi e…