Home Politica Autosospensioni di massa nella Lega della provincia di Trapani

Autosospensioni di massa nella Lega della provincia di Trapani

Il gruppo dei primi iscritti al partito di Salvini contesta la guida del partito da parte dell’onorevole Minardi. Chiedono l’azzeramento dei vertici provinciali

I referenti della Lega-Salvini Premier di buona parte della provincia di Trapani hanno deciso di autosospendersi in massa dalla Lega comunicando la loro decisione direttamente a Matteo Salvini. 

Il documento è firmato da Giorgio Randazzo, responsabile provinciale Enti Locali, già candidato a Sindaco e Consigliere comunale di Mazara del Vallo; Eduardo Della Chiana, commissario Lega Castelvetrano; Marcello Campione, commissario Lega Trapani; Leonardo Torre, commissario Lega Erice, già responsabile provinciale del tesseramento; Donato Sardella, commissario Lega Isole Egadi; Francesco Incambisa, commissario Lega Paceco; Giacomo Dugo, già candidato a Sindaco di Marsala; Bartolo Giglio, già commissario Provinciale Lega Trapani; Nicola Tardia, già Responsabile organizzativo Lega Provincia di Trapani; Claudia Carlotta, già Responsabile social Provinciale; Fanny Montalto, già Presidente Sezione Lega Marsala; Giacomo Pipitone, già Commissario Lega Marsala; Benedetta Vigna, già candidata al Consiglio comunale di Marsala. Tutti, precisano nel documento, in rappresentanza dei tesserati delle rispettive sezioni. 

Nel 2018 abbiamo aderito alla Lega trascinati dal messaggio Salviniano incentrato su Identità, patria, legalità, famiglia, buon governo, meritocrazia, lotta alle lobbies, alle mafie, all’eurocrazia, alle multinazionali, consapevoli che era un percorso difficile soprattutto nella nostra terra dove i media hanno ingaggiato una guerra contro Salvini e la Lega. Ciò non di meno siamo sempre stati entusiasti della nuova idea rispettosa delle singole identità territoriali e dell’incarnazione di valori ormai persi nella classe politica siciliana quali il rispetto della volontà dei cittadini, la meritocrazia, la trasparenza e la legalità. Abbiamo costruito dal nulla un partito nella nostra provincia, con fatica e sacrifici ma sempre forti della convinzione di essere dalla parte giusta. Ci siamo presentati a varie elezioni amministrative sapendo che non saremmo arrivati subito ma dovevamo investire in un percorso di lungo periodo che puntava alla qualità della classe dirigente. La cavalcata culminata nella tua venuta a chiudere la campagna elettorale di Mazara del Vallo persa per un soffio al ballottaggio, una sconfitta che, per la Lega siciliana è stata una vittoria per il modo in cui è arrivata e per le persone che l’hanno incarnata. Questo ci ha permesso di trovare militanti splendidi, una comunità in cammino verso un obiettivo condiviso senza personalismi, infiltrazioni e ingerenze di alcun genere.

A distanza di 3 anni quella Lega sembra scomparsa. Abbiamo subito mille scorrettezze, mille ingiustizie, ci hanno ostacolato, probabilmente impauriti da quello che si stava facendo. Quei valori non ci sono più, sostituiti d’un colpo da un resuscitato democristianesimo nella sua accezione più negativa!

Ogni giorno le fondamenta che erano state costruite sono state via via demolite attraverso ingressi quanto meno discutibili, scelte illogiche, con persone in cerca di autore… Un ritorno al passato qui in Sicilia e soprattutto in provincia di Trapani. Dentro la Lega, oggi, ritroviamo catapultati dall’oggi al domani, a volte, coloro che volevamo combattere.

La Lega in Provincia di Trapani da mesi è inesistente, è un contenitore spento, che nonostante gli stimoli dei suoi rappresentanti in ogni singola città soffre di isolazionismo nel prendere decisioni. La quotidianità corre a velocità supersonica e bisogna stare sul pezzo, affrontare i mille temi che attanagliano la nostra terra. La Lega invece si è isolata, ha abdicato al suo ruolo di partito guida, di partito di maggioranza”.

Per i quasi dimissionari la disfatta del percorso ipotizzato da Salvini è riconducibile alla nuova gestione del post Stefano Candiani. Non usano mezzi termini e vanno dritti al punto: “Ciò accade quando si scelgono persone con poca esperienza, autoreferenziali, più attenti all’equilibrio o che al bene del partito e quando queste sperano di lucrare una posizione magari appaltando il partito a terzi, facendone un fido scudiero di qualche vecchio ex-potente locale. Le abbiamo tentate tutte ma c’è un limite a tutto. La nostra scelta di uscire con questo documento è, prima di tutto, dettata dal bene che vogliamo al partito che abbiamo contribuito a costruire nel solco dei valori che abbiamo richiamato all’inizio. Da tempo avevamo chiesto un congresso, unico consesso democratico che serve a scegliere vertici, rappresentanti, leader e linea politica o almeno un incontro con i tesserati per ascoltarli, coinvolgerli e per condividere con loro percorsi e scelte. Continuiamo invece a leggere nomine e medaglie, conferite a gente di cui persino il volto ci è spesso sconosciuto, solo sugli organi di stampa”.

Per questa ragione, visto il fallimento dei loro molteplici tentativi nel trovare un dialogo che portasse chiarezza nella gestione attuale del Partito, si autosospendono da ogni incarico e responsabilità nella Lega, chiedendo a Matteo Salvini di poterlo incontrare entro la prossima settimana. E, inoltre, chiedono anche l’azzeramento dei vertici Provinciali e l’azzeramento di ogni carica.

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