Le tre domande della domenica a Vincenzo Fazio

L'incendio di giovedì a Martogna e l'emergenza roghi al centro dell'intervista al presidente del Cai di Erice.

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Vincenzo Fazio, presidente del Cai di Erice. Pochi giorni fa la montagna di Erice è tornata a bruciare, questa volta nel versante di Martogna. L’incendio ha riguardato anche una parte del Sentiero Italia, nel tratto di Sant’Anna, sempre più frequentato dagli escursionisti. Al danno ambientale si somma anche questa opportunità venuta meno ad inizio del mese di maggio, un periodo ideale per tutte le attività outdoor.

Ritengo purtroppo che l’incendio sulla montagna di Erice, appiccato precocemente già il 5 maggio, verosimilmente doloso, sia un sinistro preludio ad un’altra stagione di incendi in tutta la Sicilia. E’ stata devastata un’ area residenziale di Erice valle con giardini storici secolari e danneggiato gravemente il polmone verde di c.da Martogna attraversato dal Sentiero Italia CAI che collega Trapani con Erice vetta, nella cui area è stato realizzato un “Parco Avventura” dedicato ai bambini. La zona interessata dall’incendio è un vero paradiso per gli escursionisti . Questo primo tratto del Sentiero Italia CAI https://sentieroitalia.cai.it/ è stato considerato e recensito dal Corriere della Sera come uno dei 10 percorsi trekking più belli d’Italia. L’intero versante ovest della montagna di Erice con la sua macchia mediterranea è andato bruciato a causa del forte vento di scirocco, che ha fortemente ostacolato anche le operazioni di spegnimento a terra, durate tutta la notte, impedendo l’intervento operativo dei canadair per le fortissime raffiche. Il CAI Erice in questi anni in sinergia con l’Amministrazione di Erice ed i Comuni dell’Agro Ericino si è molto impegnato con i propri volontari nella riqualificazione della rete sentieristica per lo sviluppo del turismo escursionistico e outdoor nell’area; che a seguito della pandemia risultano i segmenti di turismo più in crescita, per lo sviluppo socio-economico della destinazione turistica Sicilia occidentale. L’inerzia operativa, ormai cronica, mostrata dagli Enti ed Organismi regionali preposti a potenziare e ad adeguare i sistemi di prevenzione, sorveglianza e contrasto agli incendi (nonostante l’allarme meteo lanciato 72 ore prima), sta vanificando tutti gli sforzi sia del Club Alpino Italiano per sviluppare il turismo naturalistico, sostenibile e responsabile, che attrae flussi di turisti e visitatori da tutta Europa; sia degli operatori turistici dell’area montana ericina che hanno fatto grandi sacrifici e investimenti, in totale assenza di una strategia efficace di prevenzione e contrasto agli incendi.

Prima San Matteo, lo scorso luglio, adesso Martogna. Ormai rischiamo di perdere gli ultimi boschi rimasti. Eppure l’escursionismo sta prendendo sempre più piede ed il turismo naturalistico sembra davvero offrire grandi opportunità. E voi come Cai Erice in questi anni avete portato avanti un grande lavoro per fare conoscere e promuovere i percorsi dell’Agroericino.

Dalle statistiche elaborate localmente dal CAI Erice ed in piena assonanza con il trend nazionale, il turismo naturalistico ed escursionistico ed il turismo benessere, rappresentano i segmenti che trainano il rilancio dell’intero comparto turistico nazionale in epoca post pandemica. Le motivazione del viaggio dopo l’esperienza Covid-19 sono radicalmente cambiate ed anche la scelta delle destinazioni. Oggi Erice e tutte le aree di pregio naturalistico della Sicilia rappresentano attrattori turistici con in seno un grande potenziale di sviluppo socio-economico, ma se queste aree non vengono adeguatamente tutelate e protette dagli Enti regionali a cui è demandata la competenza di prevenzione e contrasto agli incendi, le attività di promozione dei percorsi trekking portati avanti dal CAI, la partecipazione e promozione alle fiere del Distretto Turistico come la BIT e molto altro, vengono totalmente vanificate ed annullate dal ritorno d’immagine fortemente negativo, generato da una Sicilia ormai preda dell’escalation dei piromani, a cui né gli enti preposti né peraltro la magistratura inquirente oppongono alcun contrasto.

Come Cai avete anche avanzato delle idee per fronteggiare l’emergenza incendi. Può parlarcene?

Davanti ad una costante e gravissima escalation incendi, che peraltro si susseguono ogni anno, sia ad Erice ma estesi anche in altre aree della Sicilia è obbligo morale, civile e politico, coordinare e fare rete tra gli Enti ed Organismi pubblici preposti (Corpo Forestale, Demanio Regionale, Protezione Civile, etc.) e le Associazioni ambientali riconosciute a livello nazionale come il CAI, al fine di potenziare sia le strategie che i sistemi di prevenzione, videosorveglianza e contrasto agli incendi.
Pertanto a novembre 2021, il CAI Erice in partenariato con la prestigiosa Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Maiorana del prof. Antonino Zichichi (come capofila attuatore del progetto) e con partner promotori come il Comune di Erice ed i Comuni dell’Agro Ericino (dove peraltro ricadono le prestigiose aree demaniali gestite dalla Regione che ogni anno subiscono incendi dolosi devastanti, come la Riserva di Monte Cofano, la Riserva dello Zingaro, il bosco di Scorace ed i boschi di Erice), è stato presentato un progetto a valere sui fondi PNRR all’Agenzia per la Coesione Territoriale di circa € 20.000.000,00.
Il progetto prevedeva l’istituzione ad Erice di un osservatorio sui mutamenti climatici che influiscono ed incrementano gli incendi, gestito in partenariato con la INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare) con la collaborazione di ricercatori e scienziati provenienti da tutto il mondo. Il progetto comprendeva anche la realizzazione di un modernissimo impianto AIB dotato di potenti telecamere termiche a 8K per la copertura delle aree sensibili con un sistema di videosorveglianza satellitare e con l’ausilio di potenti droni di derivazione militare per uso civile, collegati ad una centrale operativa. Purtroppo la Fondazione capofila del progetto non ha riscontrato la fattiva collaborazione ed il necessario approfondimento sulla proposta progettuale da parte degli Enti e Organismi preposti.