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Matteo Messina Denaro preoccupato per la sua salute

Matteo Messina Denaro era “molto preoccupato del dopo” e desiderava sapere con chiarezza quanto tempo gli rimaneva ancora da vivere. A rivelarlo è stata Antonella Marchese, uno dei tre oncologi della clinica “La Maddalena” di Palermo, durante la sua testimonianza al Tribunale di Marsala. Marchese ha deposto nel processo contro Alfonso Tumbarello, ex medico di base di Campobello di Mazara, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e falso in atti pubblici. Tumbarello avrebbe redatto numerosi certificati medici falsi a nome di “Andrea Bonafede”, consentendo così a Messina Denaro di curarsi sotto falso nome.

I tre medici ascoltati – Antonella Marchese, Chiara Ancona e Antonio Testa – hanno dichiarato di aver conosciuto il paziente come Andrea Bonafede. “L’ho conosciuto durante i trattamenti chemioterapici a cui si sottoponeva,” ha detto la dottoressa Marchese, “L’ho incontrato più volte durante quel periodo. Al termine della chemioterapia veniva rilasciata una relazione con le varie prescrizioni. Il paziente veniva contattato dalla struttura il giorno prima dell’appuntamento per la terapia.” Marchese ha descritto il rapporto con Messina Denaro come un normale rapporto medico-paziente, con incontri ogni 14 giorni. Ha sottolineato che non aveva mai richiesto un certificato INPS e si presentava sempre ben vestito e solo, accennando occasionalmente a una figlia.

Anche la dottoressa Chiara Ancona ha testimoniato, affermando di aver visto il paziente “tre o quattro volte” durante il trattamento chemioterapico. “Ho fatto delle prescrizioni al domicilio e relazioni sulle terapie da seguire a casa. Non ho avuto rapporti diversi da quello medico-paziente,” ha detto.

Il dottor Antonio Testa ha rivelato di aver avuto in cura Messina Denaro per “tre o quattro mesi” e di aver scoperto la sua vera identità solo il giorno dell’arresto. “Si erano creati dei normali rapporti medico-paziente,” ha detto Testa, “e lui si presentava molto educato”.

di Valeria Marrone

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