Salvo Bucaria, componente del team Britannia, si racconta in esclusiva a Telesud
Anni di studi, di sacrifici, di notti insonni sui libri, di rinunce a svaghi e divertimenti tipici di quella età.
Ora i riconoscimenti, le soddisfazioni, la ribalta. Nel segno della Vela. Quella che conta, che appassiona, che fa sognare.
Il trapanese Salvo Bucaria è stato uno degli artefici del successo di Britannia vincitrice, dopo un emozionante testa a testa con Luna Rossa, della Louis Vuitton Cup edizione 2024.
Ventisei anni, ingegnere aerospaziale nato e cresciuto nella città bagnata dai mari che, nel 2005, ospitò i preliminari dell’ America’s Cup, l’ “enfant prodige” è il Control System Engineer di quel “bolide del mare” che sfiderà New Zealand nella finale della Coppa America.
Quando Trapani divenne “Capitale della Vela”, lui era un bambino. Aveva sette anni. Da allora, però, di strada ne ha fatta tanta. Il diploma all’istituto “Leonardo da Vinci” nel 2017. Poi il coronamento degli studi con la laurea in ingegneria aerospaziale conseguita al Politecnico di Torino nel 2022.
La svolta nell’aprile del 2023 quando Salvo Bucaria è entrato a far parte del team della Mercedes formula uno e del team di Ineos Britannia con l’obiettivo di condurre la barca, a Barcellona, alla 37′ edizione dell’America’s Cup. Missione compiuta. E il successo dell’equipaggio è anche il successo di quelle persone che come il giovane trapanese lavorano in silenzio, dietro le quinte, lontano dai riflettori della ribalta. Un lavoro oscuro, ma prezioso. Lavoro di squadra. Bucaria spiega il suo ruolo: “
Io mi occupo di scrivere il codice di controllo che comanda le diverse funzionalita’ della barca: dal trimmare le vele, al controllo del volo passando per l’interazione uomo-macchina (HMI – Human Machine Interaction). Il tutto coadiuvato da un gruppo di colleghi con grande esperienza che sono stati in grado negli anni di sviluppare un “framework” adatto al lavoro da svolgere. Durante le ultime fasi cruciali della campagna, sono stato il punto di contatto tra il simulatore e l’imbarcazione reale, sviluppando ed implementando in anticipo le diverse “novità’” che bollivano in pentola e nelle menti di tutti gli ingeneri coinvolti, prima di trasferirle “in acqua”. In questo modo ho avuto l’opportunità’ di lavorare a stretto contato con tutto il gruppo dei velisti, dando loro le “istruzioni d’uso” e ricevendo i loro feedback su cosa poter migliorare”. Assieme al team, l’ingegnere si gode questo magico momento:
“Questo è un successo storico per il team inglese e tutta la Nazione. Forse l’ho realizzato solo quando sono arrivati una miriade di messaggi di congratulazioni da ogni parte del Regno Unito e dalla presenza di personaggi illustri del mondo dell’industria inglese che ogni giorno facevano capolino alla nostra base per visitarla e darci la motivazione necessaria”. Una pausa, poi riprende. Questa volte con voce commossa: “Personalmente, appena abbiamo attraversato il traguardo sono stato travolto da una valanga di emozioni che non sono riuscito a trattenere. Quel mix tra gioia, malinconia, orgoglio e ricordo di tutti i momenti difficili, tutte le perdite ed i sacrifici fatti, e’ sfociato in un solo pensiero: chiamare la mia famiglia per un momento privato con le persone che forse hanno sentito di pù’ la mia lontananza, ma nonostante questo, sono sempre li’ vicini, anche se dall’altra parte del mondo”. Ricorda poi il momento più bello dei festeggiamenti: “L’’ingresso della barca in porto e l’abbraccio con tutti i componenti dell’equipaggio che ci hanno ringraziato uno per uno”. Battere Luna Rossa, però, non è stato facile.
“Per gi addetti ai lavori – dice l’ingegnere trapanese – questa finale è stata una delle più belle che il mondo delle regate abbia mai regalato. E vivendola dall’interno posso solo confermare. Ci sono stati dei continui colpi di scena e di botta e risposta. Da italiano, poi, l’emozione e’ stata doppia e controversa. Non facile lottare contro i tuoi colori.
Non penso ci sia stata una “mossa giusta”, ma tanti piccoli step nella giusta direzione che ci hanno permesso di raggiungere la performance necessaria nelle diverse condizioni di regata che abbiamo affrontato: sia con 20 che con 8 nodi, la barca e’ stata portata in maniera ottimale dai nostri. Tuttavia le due imbarcazioni presentavano performance molto simili e credo che la sfida si sia decisa negli aspetti tattici”. Ora la finale: “Ci stiamo preparando con l’energia e l’attenzione di sempre. L’ostacolo è grande, ma abbiamo dimostrato di potercela fare. La nostra crescita dall’inizio della competizione e’ stata esponenziale e non vogliamo certo fermarci qui. Dunque, testa bassa e lavoro duro, forse ancora di più, in questa settimana che precede le gare”. Infine un auspicio: “Seguo molto da vicino le vicende sportive della nostra città e ne sono orgoglioso, chissà se in futuro non ci possa essere la possibilità di collaborare attivamente al nostro successo”. (Lu.Tod)


















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