Erice al tempo del nuovo Dpcm: strade vuote e quasi tutto chiuso

1592

Nonostante la bella giornata di oggi, all’insegna della tradizione dell’estate di San Martino, questa mattina ad Erice c’era pochissima gente. Le strade erano pressocchè vuote, a partire dalla centralissima corso Vittorio Emanuele che arriva fino a piazza della Loggia. Chiusi bar e pasticcerie, c’era aperto qualche negozio, dando un segnale di vitalità e presenza del tessuto produttivo ericino. Nonostante tutto. E nonostante le difficiltà del periodo. Ma di clienti, con i divieti di spostamento scattati venerdì con la zona arancione, nemmeno l’ombra. Nessuna auto in sosta nel posteggio di Porta Trapani, come quello di San Giovanni e lungo viale Conte Pepoli, dove solitamente in questo periodo ci sono tanti visitatori che vanno verso il giardino del Balio. Una desolazione insomma, con quasi tutto chiuso. E l’economia ericina che, di fatto, si è fermata.

Questa mattina, dunque, ad Erice non c’era nessuno in giro, a parte i residenti del borgo medievale. E qualche macchina salita dal centro urbano di Casa Santa e zone limitrofe. Sempre residenti del Comune di Erice, visto che l’ultimo dpcm, dove la Sicilia è stata catalogata come zone arancione, vieta gli spostamenti da un territorio all’altro. Quindi non si può passare da un comune all’altro, se non con l’autocertificazione e per motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Ma anche quando “sia necessario svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel Comune di residenza, domicilio o abitazione”, si legge in una circolare del Ministero dell’Interno sul decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 3 novembre. Il divieto di spostamento tra comuni ha puntualmente riproposto la questione dei confini tra Trapani ed Erice. Nei giorni scorsi i sindaci Tranchida e Toscano hanno investito del problema il prefetto. E dalla Prefettura sarebbe stata confermata la stessa linea adottata durante lo scorso lockdown, quindi una certa tolleranza negli spostamenti nello stesso centro urbano amministrativamente separato nei due comuni, ma senpre all’insegna del buon senso e senza esagerare. Quindi, a titolo di esempio, per andare a fare la spesa in un supermercato piuttosto in un altro o per provvedere alle proprie esigenze. E comunque restando sempre in zona. La parola d’ordine è sempre limitare gli spostamenti allo stretto necessario, con il governo che ha raccomandato, per quanto possibile, di restare a casa.

Mario Torrente