Niente alta velocità in Sicilia

Il Ministro Fitto la toglie dal PNRR assieme alla Roma-Pescara

Cambia il piano per le Ferrovie dello Stato. Dal PNRR escono la Roma-Pescara e l’alta velocità Palermo-Catania tanto sbandierata nei mesi scorsi dal Ministro per gli Affari Europei e le Politiche di Coesione Raffaele Fitto che adesso fa marcia indietro stralcia i due progetti dalla sua agenda. Sul tema interviene l’ex assessore al comune di Palermo, Paolo Petralia Camassa. Il giovane politico trapanese stigmatizza i propositi trionfalistici del Governo nazionale e che riportano la Regione Siciliana alla triste realtà di un territorio abbandonato a se stesso, ben lontano dalle principali mete turistiche europee abituate a ben altre infrastrutture. Di seguito, il testo integrale della sua riflessione:

“Fino ad esattamente cinque giorni fa abbiamo assistito ad annunci trionfali del ministro Fitto che, passato dalla Sicilia e avendo incontrato i vertici politici dell’isola, ha dato rassicurazioni su una serie di opere, tra le quali l’alta velocità Palermo-Catania, opera strategica nell’ottica di un inizio – perché di questo si tratta – di infrastrutturazione della mobilità all’interno della Sicilia.
Ogni siciliano sa, ed è anche inutile ripeterlo, in che condizioni si trova il trasporto ferroviario oggi in questa terra meravigliosa e povera di infrastrutture. Una volta a settimana viene fatto il noto paragone tra il tempo di percorrenza per andare da Trapani a Siracusa (sempre che si arrivi a destinazione) e quello tra Milano e Venezia; le distanze sono pressoché identiche.
Coincide con questa narrativa trionfale anche la grandissima opera del ponte sullo stretto. Un tema divisivo ma, ad avviso di chi scrive, un potenziale volano per uno sviluppo più rapido grazie ad una connessione inevitabilmente utile con il resto del Paese. In molti pensano, legittimamente, che prima del ponte sarebbe opportuno intervenire sulla mobilità interna, certo, ma non credo mai alla logica delle priorità che prevaricano altre vie di sviluppo. In altre parole, è vero che è urgentissimo intervenire sul sistema stradale e ferroviario interno, ma questo non esclude a priori che si possa nel frattempo collegare la nostra isola con la sponda calabrese.
Ma facciamo un passo indietro. All’interno del PNRR sono state inserite diverse opere strategiche per lo sviluppo del Paese, una di queste è proprio l’alta velocità Palermo-Catania, estremamente funzionale per connettere la parte occidentale con quella orientale dell’isola.
E qui casca l’asino: nella rimodulazione sulle infrastrutture per un totale di 7,3 miliardi, vengono stralciati due lotti della Palermo-Catania. Per semplificare, l’alta velocità esce dal piano – Kaput verrebbe da dire – mentre si procederà solamente con il potenziamento della linea storica. Di fatto si tratta di una manutenzione su quello che già c’è, e non di un passo avanti strategico che l’alta velocità rappresenterebbe per la Sicilia e per l’intero Paese.
Sulle valutazioni politiche ci sarebbe molto da dire, certo è che la politica siciliana dovrà essere compatta, anche al di là dei colori, nel chiedere conto e ragione di questa scelta che fino a pochi giorni fa sembrava impensabile.”

Paolo Petralia Camassa